La fretta e la furia

Negli ultimi tempi molte persone si sono dirottate su sistemi di informazione non convenzionali. Questo è un bene. Sempre più spesso il ricercatore fai da te, è convinto di avere tra le mani lo scoop del secolo e non vede l’ora di condividerlo con chiunque conosca. Questo è un male.

Siamo bombardati dall’informazione in maniera così veloce da non poterci permettere di ragionare troppo sopra ogni notizia, ogni fonte, bisogna andare avanti e ci sembra tutto importante. Questo è l’errore.

Non avere fretta e furia di capire, datti il giusto tempo e ti renderai conto che quello che ti sembrava il nemico forse è l’amico. Approfondite ogni questione prima di tirare le conclusioni e uscite dalla vasca dei pesci rossi.

Quasimodo

L’albero di Greta

Il mondo ha bisogno di prospettiva, quel legame che unisce l’esperienza del passato nella speranza del futuro. Greta è la prospettiva che vogliamo presentarvi oggi, ne abbiamo già parlato con l’autrice del libro che vi presentiamo oggi.

L’albero di Greta è una favola, di quelle che vorremmo poter vivere tutti tra la fantasia e l’innocenza, la nobiltà e la leggerezza di un mondo che facciamo fatica a vedere fuori o dentro di noi. Quello che mi ha colpito di questa favola è la semplicità dello scritto e delle illustrazioni, qualcosa di non usuale in questi tempi perfettamente artefatti.

Acquistando la favola potrai contribuire alla Ricerca di una malattia genetica rara con cui nascono alcune bambine come Greta e Sofia, due alberi meravigliosi che hanno bisogno di tante foglie, anche della tua. Tutti i proventi sono donati verso questa nobile causa.

Radio Sangano sostiene questa causa: invitiamo i lettori all’acquisto di questo libro contattandoci tramite il modulo.

Quasimodo

Presentazione del libro

Sito dell’Associazione L’albero di Greta

La vendita globale

Ci è stato segnalato da una nostra amica un invito a boicottare le vendite on line dal giorno 31 gennaio come protesta per la libertà. Approfondendo l’argomento abbiamo deciso di non condividere questa notizia nella nostra rassegna che prosegue, come già ricordato, su telegram (è possibile aprire il link anche senza essere iscritti e sul vostro pc).

Vi invitiamo ad ascoltare l’intervento di Rinaldi che troviamo sia molto interessante. Ci sono molte attività che a causa della pandemia hanno trovato un vero ristoro nell’apertura di un canale on line. Non parliamo della scelta di vendere su Amazon o similari che speculano ampiamente riducendo drasticamente i profitti per chi fornisce prodotti di qualità, a vantaggio del prodotto cinese, meno durevole ma dai prezzi ridicoli. Parliamo di chi ha aperto un sito, un blog e si è proposto alla clientela per superare la concorrenza sleale dei Big Shop che intendono distruggere la variabilità dei piccoli shop territoriali.

Chi segue la nostra rassegna conosce il gran Reset che si intende compiere attraverso delle politiche aggressive verso il capitale umano. Si era parlato molto in passato di questo argomento, ora con lo smart working (SW) dovrebbe essere chiaro cosa conta questo capitale in termini di economia globale.

Per queste ragioni crediamo che sia sempre più importante direzionare gli acquisti verso attività italiane o territoriali per sostenere i nostri shop, il nostro territorio che sia fisico oppure on line, anche se questo comporta dei costi in più perchè solo in questo modo difenderemo e garantiremo a noi stessi la libertà economica, un aspetto che pochi valutano ma che molto presto diventerà la ragione fondamentale della nostra sopravvivenza economica.

E.G.

Quale memoria?

Ogni anno il 27 di gennaio guardo il teatrino della memoria con una certa riluttanza. Non nego che ci sia stata sofferenza e anch’io sono rimasto turbato e invaghito dai racconti ma poi, sono cresciuto. Ho voluto approfondire gli argomenti, le notizie, le letture, cercando, come mi ha insegnato il mio percorso professionale, la verità. La storia spesso mente ma l’impalcatura di una menzogna è comunque un fatto fragile che prima o poi, svela la sua mancata consistenza.

Gli uomini non hanno memoria, questo è un dato di fatto. I genocidi continuano indisturbati in varie parti del mondo con una sfacciataggine che è disarmante. Forse perchè i giornali non ne parlano abbastanza o forse non si tratta di uomini interessanti, questo parrebbe.

Invito i lettori che arrivano sulle sponde di questo confine a riflettere ampiamente e non condividere tanto per essere nel gruppo dell’argomento del giorno, annuendo come quei giochini con la molla che si mettono sul cruscotto dell’auto. Ogni tanto rispolverate briciole di intelletto e ribellatevi a questo mare calmo di idiozie.

Buona lettura di quanto segue.

Quasimodo

Ecco gli altri GENOCIDI DEL XX SECOLO
Fonte http://www.novaramissio.it/Pasqua00/Martiri/Genocidi.html

1. GENOCIDIO DEL POPOLO ARMENO

I “Giovani Turchi” (ufficiali nazionalisti dell’Impero ottomano) ordinarono tra il 1915 e il 1923 vasti massacri contro la popolazione armena cristiana. Le successive deportazioni di massa porteranno il numero delle vittime a un milione e mezzo circa.

2. GENOCIDIO DEI POPOLI DELLA CINA

Nell’anno 1900, la rivolta dei “Boxer” causò oltre 30 mila morti, in gran parte cristiani. E sono almeno 48 milioni i cinesi caduti sotto il regime di Mao tra il “Grande salto in avanti”, le purghe, la rivoluzione culturale e i campi di lavoro forzato, dal 1949 al 1975.

3. GENOCIDIO DEI POPOLI DELLA RUSSIA

Non meno di 20 milioni i russi eliminati durante gli anni del terrore comunista di Stalin (1924/1953). Esecuzioni di controrivoluzionari e di prigionieri, vittime del gulag o della fame.

4. GENOCIDIO DEL POPOLO EBRAICO

Con l’avvento del nazismo di Hitler in Germania (1933/1945) viene avviato lo sterminio del popolo ebraico in Europa; le vittime di questo immane olocausto sono calcolate in oltre 6 milioni di persone, la gran parte di loro morta nei campi di sterminio.

5. GENOCIDIO DEI POPOLI DELL’INDONESIA

Nel periodo 1965/67, quasi un milione di comunisti indonesiani sono stati deliberatamente eliminati dalle forze governative indonesiane, mentre tra il 1974 e il 1999 sono stati eliminate da gruppi paramilitari filo-indonesiani 250 mila persone della popolazione di Timor-Est.

6. GENOCIDIO DEL POPOLO CAMBOGIANO

Un milione di cambogiani sono morti in soli quattro anni, tra il 1975 e il 1979, sotto il regime di terrore instaurato dai Khmer rossi di Pol Pot.

7. GENOCIDIO DEL POPOLO SUDANESE

Si stima che un milione e novecentomila cristiani e animisti siano morti a causa del blocco imposto dal governo di Khartum all’arrivo degli aiuti umanitari destinati al Sudan meridionale.

8. GENOCIDIO DEI POPOLI DEL RWANDA E DEL BURUNDI

Dal 94 ad oggi, 800 mila civili ruandesi sono stati massacrati nel conflitto scoppiato tra hutu e tutsi; un’analoga cifra è stimata per le vittime del vicino Burundi.

9. GENOCIDIO DEI POPOLI DELL’AMERICA LATINA

Dalla Rivoluzione messicana, ai “desaparecidos” delle dittature militari degli ultimi decenni del XX secolo, sono oltre un milione le vittime innocenti della violenza di Stato dei regimi sudamericani.

Inoltre solo in Amazzonia si calcola che quasi 800 mila indios sono morti in un secolo, per le angherie e i soprusi subiti.

10. GENOCIDIO DEL POPOLO IRACHENO

Un organismo dell’ONU ha stimato nel 1998 in un milione di morti, tra cui 560 mila bambini, gli iracheni morti a causa dell’embargo internazionale e della politica di Saddam Hussein.

Non si hanno a tutt’oggi cifre sicure sulle vittime dei genocidi e delle “pulizie etniche” compiute nella ex-Yugoslavia, in Liberia, Sierra Leone, Angola, Congo, Libano, Corea del Nord, Sri Lanka, Haiti, Tibet … e l’elenco purtroppo si allunga ogni anno di più!