L’albero di Greta

Il mondo ha bisogno di prospettiva, quel legame che unisce l’esperienza del passato nella speranza del futuro. Greta è la prospettiva che vogliamo presentarvi oggi, ne abbiamo già parlato con l’autrice del libro che vi presentiamo oggi.

L’albero di Greta è una favola, di quelle che vorremmo poter vivere tutti tra la fantasia e l’innocenza, la nobiltà e la leggerezza di un mondo che facciamo fatica a vedere fuori o dentro di noi. Quello che mi ha colpito di questa favola è la semplicità dello scritto e delle illustrazioni, qualcosa di non usuale in questi tempi perfettamente artefatti.

Acquistando la favola potrai contribuire alla Ricerca di una malattia genetica rara con cui nascono alcune bambine come Greta e Sofia, due alberi meravigliosi che hanno bisogno di tante foglie, anche della tua. Tutti i proventi sono donati verso questa nobile causa.

Radio Sangano sostiene questa causa: invitiamo i lettori all’acquisto di questo libro contattandoci tramite il modulo.

Quasimodo

Presentazione del libro

Sito dell’Associazione L’albero di Greta

Quale memoria?

Ogni anno il 27 di gennaio guardo il teatrino della memoria con una certa riluttanza. Non nego che ci sia stata sofferenza e anch’io sono rimasto turbato e invaghito dai racconti ma poi, sono cresciuto. Ho voluto approfondire gli argomenti, le notizie, le letture, cercando, come mi ha insegnato il mio percorso professionale, la verità. La storia spesso mente ma l’impalcatura di una menzogna è comunque un fatto fragile che prima o poi, svela la sua mancata consistenza.

Gli uomini non hanno memoria, questo è un dato di fatto. I genocidi continuano indisturbati in varie parti del mondo con una sfacciataggine che è disarmante. Forse perchè i giornali non ne parlano abbastanza o forse non si tratta di uomini interessanti, questo parrebbe.

Invito i lettori che arrivano sulle sponde di questo confine a riflettere ampiamente e non condividere tanto per essere nel gruppo dell’argomento del giorno, annuendo come quei giochini con la molla che si mettono sul cruscotto dell’auto. Ogni tanto rispolverate briciole di intelletto e ribellatevi a questo mare calmo di idiozie.

Buona lettura di quanto segue.

Quasimodo

Ecco gli altri GENOCIDI DEL XX SECOLO
Fonte http://www.novaramissio.it/Pasqua00/Martiri/Genocidi.html

1. GENOCIDIO DEL POPOLO ARMENO

I “Giovani Turchi” (ufficiali nazionalisti dell’Impero ottomano) ordinarono tra il 1915 e il 1923 vasti massacri contro la popolazione armena cristiana. Le successive deportazioni di massa porteranno il numero delle vittime a un milione e mezzo circa.

2. GENOCIDIO DEI POPOLI DELLA CINA

Nell’anno 1900, la rivolta dei “Boxer” causò oltre 30 mila morti, in gran parte cristiani. E sono almeno 48 milioni i cinesi caduti sotto il regime di Mao tra il “Grande salto in avanti”, le purghe, la rivoluzione culturale e i campi di lavoro forzato, dal 1949 al 1975.

3. GENOCIDIO DEI POPOLI DELLA RUSSIA

Non meno di 20 milioni i russi eliminati durante gli anni del terrore comunista di Stalin (1924/1953). Esecuzioni di controrivoluzionari e di prigionieri, vittime del gulag o della fame.

4. GENOCIDIO DEL POPOLO EBRAICO

Con l’avvento del nazismo di Hitler in Germania (1933/1945) viene avviato lo sterminio del popolo ebraico in Europa; le vittime di questo immane olocausto sono calcolate in oltre 6 milioni di persone, la gran parte di loro morta nei campi di sterminio.

5. GENOCIDIO DEI POPOLI DELL’INDONESIA

Nel periodo 1965/67, quasi un milione di comunisti indonesiani sono stati deliberatamente eliminati dalle forze governative indonesiane, mentre tra il 1974 e il 1999 sono stati eliminate da gruppi paramilitari filo-indonesiani 250 mila persone della popolazione di Timor-Est.

6. GENOCIDIO DEL POPOLO CAMBOGIANO

Un milione di cambogiani sono morti in soli quattro anni, tra il 1975 e il 1979, sotto il regime di terrore instaurato dai Khmer rossi di Pol Pot.

7. GENOCIDIO DEL POPOLO SUDANESE

Si stima che un milione e novecentomila cristiani e animisti siano morti a causa del blocco imposto dal governo di Khartum all’arrivo degli aiuti umanitari destinati al Sudan meridionale.

8. GENOCIDIO DEI POPOLI DEL RWANDA E DEL BURUNDI

Dal 94 ad oggi, 800 mila civili ruandesi sono stati massacrati nel conflitto scoppiato tra hutu e tutsi; un’analoga cifra è stimata per le vittime del vicino Burundi.

9. GENOCIDIO DEI POPOLI DELL’AMERICA LATINA

Dalla Rivoluzione messicana, ai “desaparecidos” delle dittature militari degli ultimi decenni del XX secolo, sono oltre un milione le vittime innocenti della violenza di Stato dei regimi sudamericani.

Inoltre solo in Amazzonia si calcola che quasi 800 mila indios sono morti in un secolo, per le angherie e i soprusi subiti.

10. GENOCIDIO DEL POPOLO IRACHENO

Un organismo dell’ONU ha stimato nel 1998 in un milione di morti, tra cui 560 mila bambini, gli iracheni morti a causa dell’embargo internazionale e della politica di Saddam Hussein.

Non si hanno a tutt’oggi cifre sicure sulle vittime dei genocidi e delle “pulizie etniche” compiute nella ex-Yugoslavia, in Liberia, Sierra Leone, Angola, Congo, Libano, Corea del Nord, Sri Lanka, Haiti, Tibet … e l’elenco purtroppo si allunga ogni anno di più!

Niente e così sia

Oriana Fallaci, grande giornalista e scrittrice, racconta l’incubo della guerra a chi non vive in quelle terre bagnate di sangue e pazzia. Il libro cerca di documentare una serie di vicende che spingono il lettore a chiedersi, insieme all’autrice, perchè l’uomo spreca cosi tante energie per uccidere? Perchè si producono armi?

Niente e così sia mostra e genera parallelismi e riflessioni fra il sentire occidentale del Vietnam negli anni Sessanta e la realtà vissuta in prima persona.
Appare evidente la sua smania di capire, il suo sentirsi incapace di abbracciare “per intero” una realtà così profondamente toccante e sconvolgente come la guerra.

Talvolta la ricerca affannosa di un motivo, uno solo, per continuare ad avere fede e fiducia nell’uomo, per vedere le sue grandezze quando ha davanti agli occhi gli orrori e le tragedie, diventa esperienza strangolante, affanno, sconforto. L’anima sensibile dell’autrice si manifesta parola dopo parola.

Dietro il pessimismo di una storia fatta solo dagli assassini sta l’obbligo per tutti noi di attraversare il palcoscenico della vita nel migliore modo possibile. Ed è l’unica cosa che possiamo fare visto che la nostra esistenza, una volta cessata, non serve più a niente.

Ascoltiamo il brano scelto da Paola

Il miglio verde

Il miglio verde è un romanzo scritto da Stephen King, pubblicato come un romanzo a puntate a cadenza mensile durante l’anno 1996. In seguito raccolto in un unico volume tradizionale. Si racconta che nell’unione Stephen, grande autore, preferì non cancellare gli errori tranne una svista evidente dove un condannato con la camicia di forza si asciugava la fronte.

Famoso per l’adattamento della storia al Cinema nel 1999, interpretato da Tom Hanks e da M. Clarke Duncan in un film che ha interpretato i personaggi abbastanza fedelmente.

La storia parla di esecuzioni, fragilità e diversità evidenziando come l’umanità sia quella sfumatura di bellezza che può rendere sopportabile quello che non vorremmo vedere, quasi nascondere per il dolore che provoca in noi, tutto sommato brave persone.

Roberto legge un brano di questo bellissimo libro.

RS

 

L’Allodola e le Tartarughe (la rana bollita)

Un bel libro che fa funzionare il cervello e che vogliamo consigliare è “L’allodola e la tartaruga” di Bruno Ferrero. Pagine per meditare, riflettere o anche semplicemente pensare.

Renato legge alcune pagine del libro che fanno riferimento al principio della “rana bollita” raccontato dal filosofo e anarchico statunitense Noam Chomsky. 

In questo momento ci sembra ottima riflessione per descrivere cosa sta capitando nel nostro paese dove la maggior parte dei cittadini si stanno adattando a una situazione spiacevole senza capacità di reagire e forse, quando proveranno a farlo, sarà troppo tardi.  La nostra società schiacciata dai meccanismi burocratici, finanziari, rimbambita dal megafono dei mass media, accetta persino le vessazioni di essere multato perchè esercita la propria libertà di pensiero e di movimento. Speriamo che questo principio possa muovere le menti inerti, remissive, rinunciatarie che si deresponsabilizzano nel difendere la libertà, l’etica, il proprio valore.

Oggi è il giorno mondiale per la salvaguardia delle rane. Sfruttalo a tuo favore.

Ascoltiamo il brano.

 

Quasimodo