L’albero di Greta

Un anno fa ho conosciuto un’associazione che ha il nome di una favola “L’albero di Greta“. Mi piacciono molto gli alberi e amo le Associazioni. Qualche sera fa ho finalmente incontrato Greta ed è stata un’emozione grandissima.

Vorrei invitare tutti i lettori a visitare il sito dell’associazione, per informarvi sul loro lavoro, fatto di speranza e di amore, verso una di quelle malattie genetiche che hanno pochi “iscritti” nelle loro liste e non sono interessanti per le case farmaceutiche e per la ricerca. Per questo nascono le associazioni come l’albero di Greta, nell’aiuto economico diretto a finanziare ricerche, attraverso donazioni, aiuti, raccolte fondi.

Invitiamo tutti i lettori a contribuire, basta poco ma è il poco di tutti che fa la differenza. Potrete contribuire in molti modi, anche con il vostro aiuto personale, il vostro sorriso, le vostre idee, l’amicizia, una vostra offerta.

Non lasciamo soli gli amici che lottano per cause importanti come quella di Greta. Restiamo vicini a questo mondo invisibile, spesso ignorato ma pieno di umanità, il vero valore che oggi dobbiamo difendere e proteggere perchè, purtroppo, in via di estinzione.

Grazie Greta per tutte le foglie meravigliose del tuo albero.

Giuseppina Bruno

 

Il portafortuna

Questa storia non racconta di un favore, ma di un tipo di scambio quasi inconsapevole.

«La mia vita di mamma è iniziata da giovanissima». Quando Sandra (ndr. nome di fantasia) ebbe il primo figlio era ancora adolescente. Ne seguirono altri due negli anni successivi.

«Come si suol dire “il tempo delle mele” mi è sfuggito senza quasi che me ne accorgessi. Gli amici, la discoteca e tutte le nuove esperienze di vita che si fanno a quell’età non sono state parte della mia vita. Avevo ben altro a cui pensare». L’ho ascoltata incuriosita, dicendole di immaginare perfettamente la sua condizione. Lei ha continuato a raccontare, con una voce velata di commozione. «Ma le confesso un segreto!» – mi ha detto ad un tratto – «Non sono assolutamente pentita della mia scelta, anzi rifarei tutto ciò che ho fatto» ha asserito, guardando con amore ed ammirazione il suo primo figlio, che l’aveva accompagnata.

Il suo sacrificio – se così si può definire (anche se so che non sarebbe d’accordo!) – è stato un atto di grande amore e dedizione per la sua famiglia, che ha costruito fin da giovanissima. Nella nostra quotidianità storie simili a quella della signora Sandra sono ormai rare. Ma mi è venuta in mente l’India, dove invece è prassi affrontare la prima gravidanza molto giovani. Tempo fa incontrai un medico di origine indiana che mi spiegò le ragioni di questa tendenza. In India, infatti, lo sviluppo della donna è molto precoce ed anche il periodo fertile femminile è più breve rispetto a quello delle donne europee. Insomma devono accelerare i tempi! Non so se questa sia una motivazione vera ed assoluta, considerando anche il fatto che il medico in questione era un uomo. Mi sarebbe piaciuto confrontarmi anche con un medico indiano donna per sentire la sua versione dei fatti. Ad ogni modo le motivazioni di Sandra vanno oltre queste ragioni fisiologiche e sociali. La vita l’ha condotta verso queste esperienze, che lei ha saputo affrontare a testa alta grazie alla sua maturità, alla sua forza d’animo e, perché no, credo anche grazie alla sua fede. Il destino le ha proposto la maternità e lei ha accettato con consapevolezza e coscienza. A riprova di ciò che pensavo su di lei mi ha detto «Per me i bambini sono tutto, provo per loro un amore infinito». 

Sandra mi ha riportato alla luce i ricordi di me quindicenne. I miei obiettivi erano finire le scuole superiori e magari proseguire all’università. In confronto alle sue esperienze di vita mi sono sentita quasi sciocca, incapace. Mi ha confidato che qualche anno fa ha iniziato a svolgere alcune ore di volontariato presso un ospedale infantile. Era per lei il massimo della soddisfazione. Il suo cuore aveva ancora spazio per fare entrare qualcun altro.

Un giorno, in occasione di uno dei nostri tanti incontri, mi confessò che si sarebbe dovuta ricoverare in ospedale per qualche giorno per affrontare un intervento. Le chiesi con apprensione di cosa si trattava e lei, con la sua assoluta ed incrollabile calma, mi disse che l’operazione avrebbe interessato la testa. Un intervento delicato, con molte probabilità di complicazioni. La cosa mi aveva impressionato molto. La ascoltai con ammirazione e commozione: quella donna dai capelli castani dorati era piccola e delicata quanto forte e inarrestabile, come i germogli che dal sottosuolo si fanno strada tra le pietre e il cemento per poi spuntare con orgoglio, verdi e teneri; come un pulcino che rompe il guscio dell’uovo che lo protegge per cominciare la sua scoperta del mondo. Che coraggio! Penso alla sottoscritta che, se si deve far estrarre un dente, va in paranoia! Che vergogna! 

«Con me porto sempre la foto di Neela (ndr. nome di fantasia)» mi ha detto Sandra. Per un attimo non ho compreso, poi ho ricordato ed ho annuito. Neela è una bambina che vive in uno degli slum di Mumbai e che la signora adottò a distanza qualche tempo fa. «Ah sì! Neela! Davvero porta con sé una sua foto?» ho chiesto. «Sì, metto la sua fotografia sul comodino» ha continuato «e guardandola mi trasmette gioia, mi pare di averla lì accanto a me! È strano, ma Neela la sento come se fosse mia da sempre. Le voglio bene come ne voglio ai miei figli. Vorrei tanto poterla incontrare, farla venire in Italia, abbracciarla forte e stare insieme!». Non mi sono trattenuta. Le ho detto: «In un certo senso Neela è quasi il suo portafortuna!». E lei: «Sì, anche il mio medico ormai conosce la sua storia e non si stupisce più, anzi, se non la vede mi chiede dove sia la sua fotografia».

Ogni volta, incontrando la signora Sandra, mi chiedo sempre dove trovi e dove nasconda la sua forza. Una fonte certa è la sua famiglia, che la sostiene e ne riconosce il valore di donna, madre e moglie. Purtroppo non è sempre vero che i figli sono di supporto ai genitori nella fase della loro età avanzata. Neela è diventata, in questa particolare situazione di sofferenza, la “figlia” lontana che aiuta in modo simbolico la sua madrina italiana mai incontrata. La ragazzina indiana e Sandra sono, una per l’altra, dei portafortuna. 

Una mia amica usa salutarmi con la frase «Buoni pensieri», proprio come quelli che Sandra e Neela si inviano attraverso le lettere e come quelli che anche noi si vorrebbe far arrivare a voi tutti.

Sandra si rammarica di non essere più un grado di lavorare con i bambini dell’ospedale come volontaria. Forse la fase “dedizione agli altri” della sua vita doveva terminare. Il buon Dio ha senz’altro in serbo per lei un’altra esperienza da vivere altrettanto bella e interessante.

Tratto da Missione del Sorriso n. 2/2014

R:R.  

Quanti valori ritrovati in questo periodo inedito!

In queste settimane di lock down abbiamo assistito inermi al diffondersi del Corona Virus, alla malattia e, purtroppo, anche alla morte di tante persone, alla chiusura delle aziende, delle imprese commerciali e all’isolamento sociale di tutti noi. Abbiamo sofferto e tante paure hanno occupato i nostri pensieri.
Allo stesso tempo tra di noi, nelle nostre conversazioni, in TV, sui social abbiamo ridato il giusto valore alla sanità pubblica, abbiamo sentito nascere in noi un senso di gratitudine verso i medici, gli infermieri, gli OSS impegnati a curare, sollevare dal peso della malattia tanti di noi che ne hanno avuto bisogno. Essi hanno dato la loro competenza , la loro professionalità a servizio dei malati e sono stati l’unica compagnia, l’ultima frontiera di umanità per i tanti ricoverati in terapia intensiva. Abbiamo riscoperto la gratitudine verso tante categorie di lavoratori che stavano nell’ombra…ad esempio i fattorini che ci hanno permesso di ricevere tanti e svariati prodotti a casa, per portare avanti la nostra vita in una situazione di ‘normalità’, senza farci mancare ciò che per noi era necessario, confortevole o essenziale! Poi i postini, gli esercenti alimentari, le forze dell’ordine, veramente una umanità si è mobilitata per il bene comune.
Tutto questo ha smosso le nostre coscienze e ha mobilitato tante persone di buona volontà! Nei nostri piccoli comuni di provincia sono testimone di tanta solidarietà, assistenza e vicinanza umana da parte di amministratori locali, personale della Protezione Civile e di tante associazioni di volontariato e non, sparse sul territorio che hanno voluto esserci per le persone più fragili, per gli anziani soli, per i presunti contagiati in totale isolamento domiciliare. Il loro supporto ha fatto sentire il calore della presenza, la certezza di non essere abbandonati a se stessi, la vicinanza della comunità civile al loro servizio per la spesa quotidiana, la consegna di medicinali, una chiacchierata amichevole.
Ecco che i valori che abbiamo vissuto e continuiamo a vivere sono quelli dell’attenzione verso i più deboli, della prudenza, della centralità del valore della vita, della salute, della famiglia, delle relazioni, della solidarietà, del servizio, della gratuità.
Anche i miei colleghi ed io abbiamo analizzato la situazione e ci siamo chiesti che cosa potessimo fare noi, specialisti dello sviluppo personale, della crescita delle potenzialità che sono in ciascuno, con un metodo efficace e testato nel mondo da 50 anni, per rispondere ai bisogni delle persone nella situazione concreta di emergenza che stiamo vivendo. La risposta è stata unanime e solidale con le persone che oggi chiedono
ascolto e spazi per vedere la luce oltre la paura. Così sono nati, dalla nostra creatività e su misura per questo tempo sospeso e di graduale ritorno alla normalità, alcuni moduli da proporre on line, totalmente gratuiti in cui mettiamo il nostro professionismo e la nostra gratuità a servizio di ciascuna persona.
Ecco a voi, dunque, le nostre proposte che ci auguriamo possano raccogliere il vostro interesse.
L’obiettivo principale è quello di aiutarvi a vedere quali vostri valori e capacità sono cresciuti o venuti allo scoperto in questi giorni così imprevisti!
Noi ci siamo…

Paola Pozzi e i Formatori PRH Italia

www.prh.it

Per iscriverti contatta formatore di riferimento per ciascun modulo via email

TEMPO DI CORONAVIRUS : Imparo a  frequentare la mia casa interiore

Paola Pozzi, 2 maggio ore 10.00 – 12.00 paolafpozzi@gmail.com

SFIDE E OPPORTUNITA’ IN TEMPO DI CORONA VIRUS

Luigina Cometto, 15 maggio ore 17.00 – 19.00 cometto@prh.it
Samuele Lorenzon, 5 maggio ore17.00 – 19.00 lorenzonsamuele@gmail.com

CORONAVIRUS, FASE 2 – Ritorno  alla vita, ma come?

Carla Paron, 29 aprile ore 16.00 – 18.00 carla.paron@prh.it
Rocio Ortega, 30 aprile ore 17.00 – 19.00 rocio7676@hotmail.com
Marinela Sotiri, 3 maggio ore 09.00 – 11.00 marinela.sotiri@gmail.com
Paola Pozzi, 5 maggio ore 18.00 – 20.00 paolafpozzi@gmail.com

La mia vita di relazione sconvolta dal  CORONAVIRUS, e dopo?

Marinela Sotiri, 3 maggio ore 14.30 – 17.00 marinela.sotiri@gmail.com
Carla Paron, 10 maggio ore 15.30 – 18.00 carla.paron@prh.it

 

Mercatino di Natale 2019 a Sangano

Torna il Natale con la sua dolcezza, i suoi addobbi luminosi, la trepidante attesa dei bambini e …l’immancabile mercatino di Natale di Sangano. Grazie alla Proloco e alla instancabile Olga, un grande lavoro porta a organizzare una giornata che resta nella memoria di grandi e piccini: la passeggiata sui pony, la musica dei giovani  e lo spettacolo del mago Falabrak che da anni ci fa divertire con i suoi numeri di magia. Poteva mancare la cioccolata calda? Senza cioccolata non ci sarebbe il Natale.

Non sarebbe un mercatino senza gli hobbisti e i commercianti che porteranno tutte le loro idee e creatività, molto utile per pensare regali differenti, di cuore, unici, anche quando si tratta di lavoretti fatti a mano ma con grande maestria dalle signore delle associazioni che offrono il loro tempo e la loro arte per aiutare i tanti ambiti della nostra società, dei nostri paesi, del nostro piccolo mondo.

Mancate solo voi e siete il pezzo più importante di questa festa. Vi aspettiamo in Pagoda, Via San Lorenzo il giorno 8 dicembre 2019 dalle ore 9:00. ENTRATA GRATUITA.

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Portatori di speranza

Il 21 settembre presso il giardino botanico di Trana siete tutti invitati a partecipare a una giornata di esperienza e conoscenza organizzata dall’Associazione Missione del Sorriso.

L’Associazione “Missione del Sorriso” nasce nel 1991. Apolitica, laica, con un impegno prevalente in India attraverso le adozioni a distanza, l’aiuto verso persone anziane e con disabilità. La scelta di chiamarsi “missione” è per definire ancora di più quell’impegno con cui il fondatore Ezio Fassetta, ha voluto dare inizio a questo cammino: la missione di riportare un sorriso, una speranza.

Conosco quest’Associazione da molti anni e mi fido del lavoro che fanno. In anni dove abbiamo visto crollare molti progetti di beneficenza e aiuto, per mancanza di moralità di alcuni, la Missione del Sorriso ha sempre risposto con fiducia e trasparenza alle aspettative dei suoi benefattori. Oggi è facile parlare di raccolta di fondi, aiuti a destra e manca ma poi i risultati sono difficili da individuare. Per gli amici che lavorano in questa associazione non è così: vi invito a conoscerli per capire la loro esperienza e poter donare con fiducia, sapendo che quanto avete dato sarà usato per riportare un po’ di equità e giustizia sulla Terra, quel pò che serve per riportare fiducia e speranza.

Giuseppina Bruno