Sangano, i candidati

Abbiamo seguito le due serate di presentazione delle liste candidate a Sangano dove risiedono circa 4mila abitanti. I partecipanti erano più o meno gli stessi in entrambe le serate.

I programmi sembrano simili ma avranno centrato i reali bisogni di questo paese?

Biblioteca multimediale, sicurezza della strada per Villarbasse, riqualificazione centro storico, inclusione, progetti per i giovani e tante altre proposte.

In una lista risuona la parola ‘passione’, nell’altra ‘condivisione’.

Entrambi hanno pensato a uno spazio co-working per lanciare start-up giovanili. In un certo modo legare la popolazione giovane a un radicamento sul territorio permette di credere ancora in un futuro possibile, per la continuità su questi territori dove mancano posti di lavoro e reali opportunità.

Progetti che dipendono da una dinamica sociale sempre più globalizzata ma anche multimediale, difficile ma non impossibile.

Sappiamo che i vincitori saranno i Re del “regno di Sangano” perchè chi perde pur essendo nell’opposizione, non può fare granchè.

La speranza è che sappiano andare oltre le logiche del ‘dividi et impera’, collaborando per riportare armonia e coesione nel paese, verso tutti i cittadini.

Al di là dei vincitori vorremmo vedere qualcosa di nuovo negli atteggiamenti, nel comportamento. Un savoir fair che, visti i numerosi amanti dello sport presenti in entrambe le liste, speriamo non mancherà di stupirci.

Giuseppina Bruno

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Santini social

In questi giorni sto ricevendo molti santini-social che sicuramente sono eco-sostenibili: nessun albero è stato abbattuto per questa campagna!

Il santino politico prende il nome dal cartoncino rettangolare religioso, diffuso dal 1500, dove si incideva il santo e le preghiere dedicate al culto. Con l’avvento della Repubblica italiana, durante le campagne si diffuse l’uso di fare “santini” politici con la faccia del candidato e le indicazioni del simbolo su cui votare.

Qualche anno fa, alcuni politici in erba hanno puntato sul digitale mentre tutti ridevano. Oggi sono tutti sui social anche se non c’è una vera formazione per questo. Lo svantaggio è che non è così semplice capire: è come leggere cento libri rilegati insieme. Mi viene in mente Cetto, in fondo è difficile evidenziarsi se non si estremizza.

Non mi è mai piaciuto facebook, al di là dell’uso che se ne fa, ma siamo in un certo modo costretti a conviverci anche quando non siamo registrati. Un po’ come si fa con l’inquinamento: ne produci un po’ anche se non lo vuoi e non lo vorresti.

E’ quel pò che alla fine ti avvelena e ti fa perdere il buon senso, la giusta misura, la praticità di capire che non sei su un palco ma a una finestra e quello che scrivi resta a identificare chi sei, tanto o poco, determinato o indeterminato. Resta là anche se qualcuno non l’ha (ancora) visto e ti seguirà ovunque andrai.

Si chiama responsabilità ma è soprattutto consapevolezza.

“Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla.”  (Martin Luther King)

Giuseppina Bruno