Chernobyl Giaveno 2019

Abbiamo conosciuto il gruppo Chernobyl di Giaveno nel mese di maggio e ce ne siamo innamorati. I bambini sono la speranza di questo mondo, quel seme che speriamo sia in grado di trasgredire alle leggi sbagliate, ribellarsi all’ingiustizia, riportare forza e vitalità in ogni piccolo luogo sulla Terra.

Le famiglie ospitanti del gruppo di Chernobyl Giaveno si rendono disponibili ad accogliere bambini fino ai 10 anni di età, per un periodo di un mese e mezzo da aprile a giugno, con il supporto e l’aiuto economico e pratico dei volontari e del Comune di Giaveno. Questi giorni rafforzano il sistema immunitario dei bambini permettendogli di stare meglio.

Stasera, lunedi 8 ottobre 2018, alle ore 20,45 presso l’Oratorio parrocchiale di Giaveno (Via San Lorenzo), Aurora (cell. 347 841 8304) e il suo gruppo incontreranno le nuove famiglie ospitanti per presentare il progetto, spiegare la sua finalità, lo svolgimento, raccontare le esperienze e rispondere a tutte le domande di chi vorrà intervenire durante la serata.

Radio Sangano invita tutti i lettori a partecipare, soprattutto i giovani, per ascoltare l’esperienza di queste incredibili persone che ammiriamo profondamente per la forza e il coraggio con il quale hanno saputo guardare oltre sè stessi.

Giuseppina Bruno

Foto: Ansa/Pino Bertelli

Chernobyl 2018

Sono passati 32 anni dal disastro nucleare di Chernobyl, molti avranno dimenticato, messo in stand by la vicenda. La nostra nuova cattiva abitudine è di “emozionarci” in ram (cd memoria a breve termine del pc), per passare ad altre emozioni intense, da consumare velocemente. Penso che l’approccio sia stato molto guidato dall’utilizzo dei social con il coinvolgimento di tante persone che rende l’appartenere emotivamente ancora più importante.

Tuttavia, i bambini di Chernobyl hanno ancora necessità di cambiare aria per 45 giorni l’anno. Questo li aiuta a stare meglio, rinforzarli, rigenerarli. A Giaveno il gruppo di famiglie che si occupa di ospitare i bambini ha ospitato dal 1996 ben 350 bambini di età compresa tra i 7 e i 10 anni in un periodo scolastico per permettere una condivisione più ampia sia per i nostri bambini e sia per i piccoli russi. Oggi si parla tanto di integrazione, intercultura, interconnessione…siamo inter-tuttici ma alla fine sono i fatti che contano più delle parole, come fanno le famiglie del gruppo di Chernobyl di Giaveno.

Ho conosciuto questo gruppo durante una cena di sostegno e mi ha toccato profondamente sentire le loro storie. Per altre informazioni potete leggere l’articolo scritto da Daniela e Maurizio. Per aiutare nell’ospitalità potete contattare Aurora Marinello cell. 3478418304, partecipare alla cena Conviviale Sabato 12 maggio presso i locali di Spaghettopoli prenotando entro il giorno 8 maggio al numero di Aurora, diffondere la notizia per dare maggiore visibilità a questa iniziativa solidale.

Voglio ricordare solo lo sguardo di Daniela che ricordando la prima notte di Alexey abbracciato al peluche che gli avevano fatto trovare sul letto, si è emozionata. Oggi questo piccolo ha 22 anni e 2 figli ed è ancora in contatto con loro con quell’amore gratuito e pieno che è l’unico vero ingrediente per cambiare il mondo.

Giuseppina Bruno

 

Foto: Pino Bertelli – ricordando i bambini di Chernobyl

8 marzo, in altro modo

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Dal 2017 il Centro sociale nel parco di Coazze è gestito “in altro modo”, un progetto che intende inserire nel mondo del lavoro ragazzi con disabilità guidato da Nicola Rotella, gestore del B&B “Cascina del Conte” di Coazze.

L’8 marzo 2018 i ragazzi hanno deciso di invitare tutte le donne amiche del gruppo a una cena di raccolta fondi per il progetto Chernobyl Giaveno, un gruppo parrocchiale che dal 1995-96 si adopera per ospitare bambini bielorussi durante il periodo scolastico.

Un aiuto nell’aiuto che fa capire bene come anche chiedendo aiuto si può aiutare quando viene utilizzata la qualità dell’umanità. E’ stata una serata piacevole, accompagnata da musicisti anche improvvisati come capita nelle serate di amici. “Mi piace servire e fare il caffè”, racconta Martina Cipolla che, oltre a lavorare tre giorni la settimana, va a scuola, è una campionessa di nuoto ma ama fare le immersioni, quest’anno ha votato per la prima volta come tanti ragazzi . “La festa della donna devono festeggiarla tutti, infatti mio nonno è rimasto a casa con i cani”, conclude sorridendo.

Un sorriso che ci racconta le storie di tanti amori, piccoli e grandi ma pur sempre importanti da ricordare e conservare nel cuore per riportare il senso della realtà nella vita di tutti i giorni, spesso traviata da distrazioni inutili che riescono a diventare non si sa perchè “questioni di vita o di morte“. Un problema che Martina, Roberto e Francesco, per fortuna, non hanno.

Giuseppina Bruno