Ultimi giorni di scuola

Ultimi giorni di scuola per gli alunni della Val Sangone. Tempo di recite, spettacoli di fine anno, pizze, gelati e baci. Tutti tranne che per i maturandi che dovranno affrontare per la prima volta l’ennesima modifica dell’esame di maturità  votata dal Governo Gentiloni nel 2017.

L’Esame di maturità (o di Stato) è stato introdotto nel 1923 per la chiusura del secondo ciclo di scuola superiore. E’ interessante notare che dal 2001 i vari ministri hanno eseguito  ben 5 modifiche all’esame, tante quante sono state fatte in 78 anni.

Ricordo bene la “sera prima degli esami”, una notte memorabile per tutti quelli che hanno avuto la fortuna di vivere questo momento. Perchè in fondo il diritto allo studio è anche un vantaggio che tuttavia troppo spesso resta inespresso.

Auguriamo a tutti i maturandi 2019 un buon crash test di questo nuovo esame di Stato, firmato dal ministro Valeria Fedeli, che ricorderemo sempre per aver mentito sul suo titolo di studio.

Giuseppina Bruno

 

Cosa pensano i giovani

“Se vuoi che i giovani facciano quello che tu ami, ama quello che piace ai giovani.”  (Don Bosco)

Ho un figlio di quasi 20 anni con cui a volte parlo, perchè intercettare un dialogo con i ragazzi è difficile. Monosillabi, divagazioni, “vocali” che arrivano a interrompere il momento magico della comunicazione. Per me che scrivo, è quasi un dramma che non manco di esternare tra le sue lamentele.

A volte mi chiedo se è colpa mia, dei miei orari extra large lavorativi, dei troppi interessi che porto avanti, ma poi mi ricordo che neppure io parlavo tanto con i miei. Li ascoltavo, come fa lui, mentre pensavo a tante altre cose.

Il dramma esiste perchè, diversamente dai nostri genitori, noi vorremmo fare qualcosa per loro, per il loro futuro. Questa è l’illusione con cui viviamo: in realtà spesso ho la sensazione che, in un certo modo, attraverso loro, cerchiamo di vivere una seconda, terza o quarta gioventù.

Mi piacerebbe sapere cosa pensano i giovani ma forse a loro non interessa farcelo capire.

Giuseppina Bruno

Dal Liceo Vito Scafidi, i nostri giovani

“I giovani non hanno bisogno di sermoni. I giovani hanno bisogno di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo.” (Sandro Pertini)

Ci hanno molto colpito questi ragazzi, già dalle prime riflessioni con cui hanno manifestato padronanza dei propri pensieri, autenticità, maturità. Vogliamo rendervi partecipi di questi messaggi perchè in ognuno di loro c’è una parte di quella bellezza che salverà il mondo.

_DSF4635.JPG
i ragazzi del Liceo Vito Scafidi prima della proiezione dei film

La nostra società occidentale è schiava della frenesia, dell’apparenza e dell’individualismo: catene invisibili che ci rendono prigionieri ma allo stesso tempo spietati carnefici contro i più deboli e la natura meravigliosa.
Non siamo abituati a pensare autonomamente e a inseguire i nostri sogni, anzi ci ritroviamo sempre più spesso a vivere una vita che non è la nostra, ma quella che ci viene imposta dall’esterno, costruita con azioni vuote prese in prestito dalle convenzioni sociali, da un buonismo sterile o dall’indifferenza.
Così ci ritroviamo a recitare come attori in una tragedia, la quale non è stata scritta da noi, ma da burattinai che sfruttano l’ignoranza, le paure e le false vanità, manipolate da un mercato che ci induce a ricercare quei bisogni che prediligono la quantità alla qualità.
Dobbiamo trovare il coraggio di fermarci a riflettere e di cercare la verità autentica, diventando così gli artefici di un mondo migliore, il quale potrà diventare tale solo attraverso i valori di pace, tolleranza, uguaglianza e soprattutto dell’amore. (Ornella)

_DSF4629.JPG

Tra tutti i cortometraggi visti nella quarta serata del Festival del Cinema, sono stata piacevolmente colpita dal cortometraggio ‘Piove’ che, seppur molto corto, ha colpito la mia sensibilità, facendomi riflettere su una tematica che oggigiorno tutti noi conosciamo. La prostituzione occupa uno dei gradini di degrado più bassi della nostra società. Nel cortometraggio  la caduta della pioggia rappresenta per le ragazza di colore e le sue amiche una sorta di libertà, come un segno benevolo caduto dal cielo, che permette loro di non dover affrontare la dura realtà a cui sono costrette. (Giada)

_DSF4639.JPG

Il cortometraggio che mi ha colpito maggiormente è stato “For the good times” perchè  rappresenta pienamente molti problemi che viviamo nella la società odierna, come i pregiudizi sulle coppie omosessuali, che non sono ancora del tutto accettate dai cittadini nonostante le tutele della nostra società. Infatti, molte persone utilizzano la parola “gay” in senso dispregiativo, come se essere omosessuali fosse un errore, qualcosa di grave. Ognuno è libero di amare chi vuole: si parla tanto di libertà, ma non dovrebbe essere un’idea solo astratta: va messa anche in atto.
Un altro punto del cortometraggio che mi ha fatto riflettere è stato quello in cui la famiglia di Xavier, ovvero il protagonista, non accetta il suo compagno Mike, non solo per il fatto che è un ragazzo omosessuale, ma anche in quanto sofferente della sindrome di Down. L’Autore del cortometraggio intende sottolineare anche tale problema di accettazione nella nostra società: purtroppo molti ragazzi affetti da queste sindrome vengono quasi allontanati dalla nostra società, spesso lasciati in disparte, oppure vengono trattati con superficialità, come se fossero dei bambini. Nel film si affronta questo difficile tema: il padre di Xavier invita Mike a chiamare i suoi genitori per farsi riaccompagnare a casa. Mike ribatte che lui non abita più a casa con la sua famiglia, bensì con Xavier e che nonostante la sindrome di down, è perfettamente autonomo. Il cortometraggio finisce abbastanza bene, i due ragazzi vengono invitati a rimanere per la festa del padre ed è a questo punto che si può capire come l’amore di una famiglia possa anche far accettare anche chi può essere definito “diverso” da quello che tutti noi chiamiamo “normale”. (Giulia)

_DSF4634.JPG

L’esperienza del cinema è stata bellissima: abbiamo visto tanti cortometraggi che parlavano di varie tematiche. Il cortometraggio che mi è piaciuto di più è stato quello della bambina che aiutava il bambino sulla sedia a rotelle (Cuerdas). Il film mi ha fatto capire che tutti dobbiamo essere trattati allo stesso modo perchè comunque persone sulla sedie a rotelle o che hanno la sindrome di Down sono uguali a noi. Poi bisogna Aiutare queste persone è sempre un bel gesto. (Arianna)

_DSF4628.JPG

Il film che più di tutti ho apprezzato è stato “Nightshade” perché, nonostante fosse semi muto, conteneva un significato molto importante, ovvero quello dell’immigrazione, tema a noi molto vicino in questo tragico periodo. Infatti il film mostrava chiaramente quanto rischino e alla fine soffrano le persone che, per guerra o per problemi economici, abbandonano la patria in cerca di una vita migliore per poi essere perseguiti o addirittura divengano,come mostra il film, vittime stesse del loro fuggire.  (Andrea)

Questi cinque giorni del Festival del Cinema sono stati molto interessanti e coinvolgenti.
Il cortometraggio che mi ha affascinato maggiormente è stato “Mattia sa volare”
È stato, seppur molto semplice, molto significativo.
Mi ha stupita poiché Mattia non sapendo che cosa fosse l’amore, il sentimento che provava per quella ragazza era estremamente forte e sincero. (Chiara)

_DSF4637.JPG

Queste cinque serate sono state molto interessanti e istruttive, poichè tutti i cortometraggi toccavano temi importanti e di attualità.
I cortometraggi che ho preferito sono stati “Nel mio giardino”, perchè nonostante l’anziano signore soffrisse di alzheimer e non si ricordasse quasi nulla, ricordava bene l’amore che provava verso sua moglie e il tempo passato insieme. Inoltre, è riuscito a insegnare in poco tempo ai ragazzi le cose veramente importanti della vita mostrando come al giorno d’oggi sia importante staccarsi dai mezzi tecnologici, vivere la vita reale e cogliere le cose importanti che ci offre.
Un altro cortometraggio che mi è rimasto impresso è “Cuedras”, perchè la bambina mette tutta se stessa per far sentire il bambino diversamente abile come tutti gli altri e anche se spesso veniva giudicata strana per quello che faceva, lei ci ha sperato fino all’ultimo. Dovremmo anche noi imparare da lei aiutando gli altri e credere sempre in qualcosa, senza buttarci giù alla prima difficoltà. (Claudia)

La potenza del significato di un’opera è al suo apice quando viene resa cinematograficamente: ne abbiamo avuto la prova nel corso di queste serate. Molti cortometraggi erano criptici, altri erano chiari, ma tutti sono riusciti a trasmettere il loro messaggio. Molti valori come la solidarietà, la determinazione, l’altruismo, la serenità e il rispetto ci vengono insegnati fin dai primi anni di vita, ma spesso ce li dimentichiamo quando la quotidianità privilegia il nostro egoismo, queste serate sono state un modo piacevole per ricordarci che questi valori esistono e sono ancora dentro di noi, basta avere il coraggio di dargli spazio per crescere e alimentare il nostro spirito. (Victor)

_DSF4652.JPG

Grazie a tutti i ragazzi che hanno partecipato. Per il loro entusiasmo e per i loro messaggi che, siamo certi, saranno apprezzati da tutti i nostri lettori.

Giuseppina Bruno