Le cordate del Nord

Stasera a Sangano si vedono le stelle che è come dire “si vede la speranza”. E’ quello che vogliamo: che ci sia ancora speranza.

L’emergenza incendi è ancora disperata. Ieri ho incontrato una volontaria dell’A.I.B. Claudia Andruetto e ho chiesto notizie: purtroppo non sono state confortanti. Il vento non è il colpevole ma sicuramente in questo momento diventa un alleato inconsapevole del disastro. Le ho chiesto “cosa si può fare” perchè come tanti vorrei poter dare aiuto in questo momento, che importa se lo Stato non ci supporta. Il territorio è appartenenza a una storia, alla tradizione, ai colori e agli odori che ci hanno cresciuto.

Leggevo dell’indipendenza della Catalogna e alle dichiarazioni di mancato riconoscimento delle nazioni, tra cui la nostra. Forse questo bisogno di indipendenza è il bisogno di ritrovare appartenenza. E’ diventato tutto troppo globale, troppo internazionale ma in un senso che ci priva più che arricchirci.

Come canale accogliamo la richiesta che viene fatta da due fonti sicure per aiutare tutte quelle persone che coraggiosamente lottano contro un disastro che colpirà tutti. Restiamo aperti ad aggiornamenti per le prossime ore.

Piossasco:  Via Torino 31/5 presso officina De Masi 

Buttigliera Alta : presso la sede del Comitato Festeggiamenti in Piazza Donatori sabato 28/10 dalle 12.00 alle 15.00 e domenica 29/10 dalle 10.00 alle 12.00.

Cosa? Bottiglie d’acqua, snack, gatorade, bevande liofilizzate come te o caffè, biscotti e dolci, quanto può essere utile per aiutare questi nostri coraggiosi e stremati salvatori.

Grazie per l’aiuto di quanti potranno e vorranno esserci.

Giuseppina Bruno

fonte foto: web

 

Il fuoco di Torino

In questi giorni le nostre amate valli stanno bruciando distruggendo la natura e creando pericoli non solo per il territorio ma anche per gli abitanti.

Ho letto molti commenti sui social, dove ognuno racconta quello che pensa, vede, vive. Un ragazzo ha perso la vita, molte persone coraggiose stanno lavorando duramente per domare il fuoco. C’è chi vorrebbe mandare a morte i “piromani”, chi si lamenta di come la stampa nazionale ha minimizzato la vicenda, chi soffre di questa grave perdita (ettari di polmone verde andati in fumo), chi ha paura (giustamente) degli effetti che avrà sulla salute di tutti.

Se sommiamo tutti questi “chi” sicuramente raggiungiamo la maggior parte della popolazione: persone sensibili, che hanno a cuore l’ambiente e la salute. Quindi mi chiedo perchè sono ancora tanti quelli che gettano i mozziconi delle sigarette per terra, le carte e l’immondizia non differenziata nei boschi, lungo i sentieri, dentro i fiumi ? Perchè chi va ad abitare in campagna non cura il territorio che anche se è pubblico, è quello che ti protegge, ti cura, ti accoglie? Sono pochi? Sono tanti?

E’ difficile fare una casistica ma senza ricorrere a poteri magici, l’osservazione dovrebbe bastare a farci capire che il fuoco di Torino (come ogni fuoco) è il risultato dell’ignoranza di chi innesca il pericolo e di chi lo coltiva fregandosene, omettendo al suo dovere di preservare la bellezza, di “riprendere” l’incivile che non vuol significare filmarlo con il telefonino ma richiamarlo verso la civiltà.

Forse quell’ora di Educazione Civica introdotta nel 1958 da A. Moro e soppressa nell’anno scolastico 1990-1991, avrebbe curato maggiormente quella consapevolezza che rende qualsiasi persona migliore: non di te o di me, ma semplicemente di se stesso.

Giuseppina Bruno

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