Una poltrona per due?

Durante il primo Consiglio Comunale di Bruino del nuovo mandato di C. Riccardo, il consigliere di maggioranza R. Actis ha rinunciato agli incarichi, leggendo un messaggio molto significativo.

“10 anni fa nasceva l’esperienza di PerBruino 2009, nato all’ombra del “campanile”, gruppo politico al quale appartengo e con il quale penso di aver contribuito al bene della nostra Comunità…Per non trasmettere l’idea dell’essere “attaccato alla poltrona” avevo deciso di mettermi da parte.(…) Sono stato invitato a ricandidarmi, in primis il nostro Sindaco mi ha confermato con forza che c’era bisogno del mio contributo (…)Si arriva alla campagna elettorale, per noi difficile, travagliata, spesso caratterizzata da “fuoco amico”(…) il nostro primo cittadino ha sempre sottolineato che la sua squadra, la giunta, era stata la sua forza, era un gruppo vincente e quindi aveva la dignità di continuare a lavorare! Aveva preso un impegno pubblico! (…) gli interessi dei singoli hanno prevalso sulle tante cose dette, sugli elogi, sulle strette di mano.(…)d’ora in poi opereremo sempre e solo secondo coscienza anteponendo ad ogni nostra scelta politica i nostri valori e non gli interessi di parte.”

Un gesto di correttezza verso i propri elettori che ha suscitato un forte plauso dai sostenitori del gruppo presenti alla serata perchè c’è un urgente bisogno di integrità più che di vittoria. Un’ammissione che fa sperare nella diversità e in quel contrasto utile a raggirare “scelte partitiche”, nel dialogo politico forte della presenza, non silenziato dagli eventuali “interessi di parte”

E’ sempre più netta la divisione tra partiti e politica, nonostante l’impegno e la fiducia con cui ci si mette in gioco, in realtà condividere una poltrona è ancora impossibile.

Giuseppina Bruno

 

 

Insieme per Bruino

Venerdì sera è stata presentata la lista civica “Insieme per Bruino” del Sindaco uscente Cesare Riccardo. La lista è perfetta nella distribuzione quote rosa, un obiettivo non sempre facile da raggiungere da quanto possiamo osservare.
Una lista “civica” perché oggi è meglio non mettersi troppo sotto un cappello politico visto il clima anti-partitico ma soprattutto perché parliamo di amministrazioni locali. Nei paesi le persone si conoscono e quello che conta è la personalità che viene fuori quando si ha in mano un “potere” che, spesso, è di fare più che di decidere.
Le esigenze locali sono rivolte all’ecologia, ai bambini, agli anziani , all’esodo in uscita dei giovani che non trovano lavoro e a quello in entrata degli extracomunitari. Per questi ultimi l’amministrazione è riuscita a fare tanto, a differenza di altri paesi intorno.
Un obiettivo importante, racconta Riccardo, è stato raggiunto nel riaprire il parco del Castello al pubblico e di puntare molto sul recupero e sulla sostenibilità del patrimonio urbanistico. Durante la serata, il lungo elenco dei progetti realizzati, ha evidenziato il lavoro di questa amministrazione, che ha voluto presentarsi come gruppo facendoci immaginare una certa omogeneità. In realtà quello che traspare è un insieme di diversità, a volte anche contrastanti, un buon sintomo democratico ma soprattutto di come le scelte importanti per un paese siano riconducibili a un elemento fondamentale: amare il paese e la sua gente.
Si parla molto di globalizzazione ma la scelta vincente risulterebbe essere la capacità di ritrovare il buon vivere locale valorizzando la bellezza o le possibilità che sono presenti.

Come ha sottolineato il candidato Actis “anche se ha volte dirò ‘ho fatto‘ sappiate che tutto è stato fatto insieme”. Il noi sembra dunque essere un punto fondamentale per questa lista appianocentrica che ha saputo tenere testa al difficile momento socio economico, grazie alla pacata determinazione del sindaco uscente Riccardo.
I nuovi candidati sono per lo più giovani quindi spesso ingenui ma forti nelle aspirazioni. Accanto a questi nuovi candidati adulti che, ignari come i primi ma con l’esperienza della vita, potrebbero dare sostanza ai sogni, essere un solido fondamento. Vogliamo immaginare un ponte generazionale che sappia costruire un passaggio verso un futuro che cambierà sostanzialmente la vita delle nostre comunità, forse ritrovando una reale sostenibilità socio-economica che rappresenterebbe la vera svolta progressista dei nostri paesi.

 

La speranza è nell’augurio di saper mescere bene le diversità, inclusioni, sostenibilità e pari opportunità, parole importanti e dense di significato che siamo certi non saranno solo obiettivi numerici ma sostanziali e tangibili quando oltre la personalità si saprà ritornare ad essere persone.

 

Giuseppina Bruno

 

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