La vendita globale

Ci è stato segnalato da una nostra amica un invito a boicottare le vendite on line dal giorno 31 gennaio come protesta per la libertà. Approfondendo l’argomento abbiamo deciso di non condividere questa notizia nella nostra rassegna che prosegue, come già ricordato, su telegram (è possibile aprire il link anche senza essere iscritti e sul vostro pc).

Vi invitiamo ad ascoltare l’intervento di Rinaldi che troviamo sia molto interessante. Ci sono molte attività che a causa della pandemia hanno trovato un vero ristoro nell’apertura di un canale on line. Non parliamo della scelta di vendere su Amazon o similari che speculano ampiamente riducendo drasticamente i profitti per chi fornisce prodotti di qualità, a vantaggio del prodotto cinese, meno durevole ma dai prezzi ridicoli. Parliamo di chi ha aperto un sito, un blog e si è proposto alla clientela per superare la concorrenza sleale dei Big Shop che intendono distruggere la variabilità dei piccoli shop territoriali.

Chi segue la nostra rassegna conosce il gran Reset che si intende compiere attraverso delle politiche aggressive verso il capitale umano. Si era parlato molto in passato di questo argomento, ora con lo smart working (SW) dovrebbe essere chiaro cosa conta questo capitale in termini di economia globale.

Per queste ragioni crediamo che sia sempre più importante direzionare gli acquisti verso attività italiane o territoriali per sostenere i nostri shop, il nostro territorio che sia fisico oppure on line, anche se questo comporta dei costi in più perchè solo in questo modo difenderemo e garantiremo a noi stessi la libertà economica, un aspetto che pochi valutano ma che molto presto diventerà la ragione fondamentale della nostra sopravvivenza economica.

E.G.

Libertà di stampa (addio?)

Quando nasce il “complottismo”? Quando non puoi dire qualcosa di diverso da quello che viene assunta come “verità ufficiale” perchè è scomodo ad alcuni per il bene di quegli stessi. In fondo i molti non sono mai stati considerati nella storia del mondo.

In questi giorni circola uno spot dove si celebra la vera informazione, dei veri giornalisti. Contemporaneamente il Governo ha istituto una task force sulle fake news, qualcosa che fino a qualche anno fa avremmo pensato di leggere solo nei romanzi fantapolitici. No, è tutto vero.

Secondo l’Associazione Reporters sans Frontiers, la più grande associazione internazionale in difesa dei giornalisti di tutti il mondo, l’Italia è al 41esimo posto della classifica mondiale della libera stampa. Sempre secondo le fonti, siamo saliti di due posti per la presenza di giornalisti sotto scorta.

Vogliamo ricordare in questa giornata Giulietto Chiesa, grande giornalista, un combattente per i diritti, per la verità, uno dei pochi giornalisti che in Italia ci ha raccontato la verità sul caso di Assange.

Riflettere oggi, nella giornata dedicata alla libertà di stampa, su questi dati, sulla persecuzione verso le voci dissenzienti, è fondamentale per la salvaguardia di uno dei diritti fondamentali, sancito dalla nostra Costituzione.

Art. 21 Costituzione Italiana

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

Forse la manifestazione non rientra più nei propri diritti. Lotteremo per farlo? Gli italiani, diceva Montanelli, non hanno coscienza di essere un Paese: sono un popolo meraviglioso di individualisti. Forse ci basta il pensiero.

Quasimodo

La fine di un sogno, l’inizio della pazzia

Ci sono momenti che restano nella memoria, racconteremo questo ai nostri figli.

Un tempo pensavamo che si potesse cambiare il mondo, che ci fosse una possibilità per ribaltare i poteri forti, l’establishment, che domina sovrana e invisibile. E’ stata una bella pensata non manifestarsi, perchè il popolo ha bisogno di “odiare” un volto, una persona o un personaggio. Come è stato l’odio per il Berlusca, ora quello in cui vogliono indurci per il Capitano. Sono visibili, caratterizzati da peculiarità che non puoi evitare di notare. Dal “bunga bunga” al rosario, un eccesso che fa riflettere. Dai in pasto al popolo una vittima e poi lancia il tuo esercito della salvezza (crea il problema e offri una soluzione, distruggendo chi ti intralcia). In passato questo piano ha sempre funzionato ma poi qualcosa è cambiato e oltre gli incubi, qualcuno ha iniziato a sognare. Quando sono nati i grillini molti hanno creduto più che sperato, un atto di fede che gli eretici hanno combattuto subito, prima ignorando poi corrompendo. Oggi, possiamo dire con certezza che quel sogno è finito e non sarà possibile risorgere perchè ci sono peccati che ti fanno crescere e ti danno esperienza e profondità, altri ti corrompono deturpando la tua essenza, la manifestazione di chi sei. La schizofrenia o il bipolarismo con cui si sono espressi in troppo poco tempo, dimostra che il governo non è affatto del popolo. Troppo caos, velocità, immediatezza fatta per confondere, mescolare, amalgamare ma se la ricetta non è buona il cibo è indigesto. Ci sono ancora sognatori? Non lo sappiamo, perchè immagino che chi stia sognando oggi pensa a difendere quel sogno tenendoselo per sé, non condividendolo per paura di vederselo portare via da abili voleur. 

Che fretta c’era? Mi viene in mente la canzone della Goggi che rispondeva “maledetta primavera”, poi, per pazzia, preferisco canticchiare “sarà quel che sarà”.

Quasimodo

 

Quando a muoverti è la paura

Agire per paura non è mai produttivo di benessere tuo o degli altri. La paura puoi analizzarla sotto tanti punti di vista ma l’aspetto fondamentale è che riguarda qualcosa che per te è importante. Riflettere su questo aiuta a capire come mai siamo più terrorizzati di perdere la capacità di leggere gli aggiornamenti di facebook, piuttosto che la nostra libertà. Forse è questo il motivo per cui nessuno si accorge che giorno per giorno, ci stanno rosicchiando un pezzettino di libertà.

Non parlo di te che stai leggendo ma di tutti quelli che non leggono ovviamente. Ricordo che mio padre diceva che gli uomini più potenti del mondo sono tre: il Papa, il Re e chi non ha niente.

Considerato che il Re non è più visibile, diventare Papa non sempre è possibile, abbiamo un’unica soluzione per ritornare una potente umanità. Ma per non avere niente, non bisogna avere paura di non avere niente: è questo il nostro limite?

“L’ora è confusa e noi come perduti la viviamo” (Pasolini)

Giuseppina Bruno

Basta acqua tiepida

Spesso mi trovo a riflettere sulla libertà perchè mi sembra che non ce ne sia più tanta. Considerato che posso scrivere gratuitamente in uno spazio gratuito, non dovrei pensare questo, ma poi capitano delle cose, situazioni, fatti che mi fanno ricredere.

La libertà è di poter essere e fare quello che sentiamo (nei limiti di un’etica e di una moralità): una meta difficile da conquistare. Oggi viviamo un paradosso complesso che ci ha condizionato al punto da farci divenire prigionieri di noi stessi nel timore di esprimere il nostro pensiero reale per un quieto vivere fatto di sommosse interiori e di bisbigliate critiche accorate. Sviluppiamo quindi una modalità stand by di pensieri e di opinioni che alla fine diventano la nostra vera identità.

Ho sempre temuto i social perchè mi ricordano la folla di Erode che, a discapito delle previsioni, aveva salvato Barabba. Anche allora gli exit poll non erano precisi oppure anche allora erano manipolati? Finchè non troveremo la forza di uscire dall’acqua tiepida per accorgerci che era una insipida brodaglia, come potremmo assaporare i venti freschi e puliti del cambiamento?

“Il libero pensiero ce l’abbiamo. Adesso ci vorrebbe il pensiero.” (*)

Giuseppina Bruno

(*) Karl Kraus (giornalista, saggista austriaco 1874-1936)