Quando a muoverti è la paura

Agire per paura non è mai produttivo di benessere tuo o degli altri. La paura puoi analizzarla sotto tanti punti di vista ma l’aspetto fondamentale è che riguarda qualcosa che per te è importante. Riflettere su questo aiuta a capire come mai siamo più terrorizzati di perdere la capacità di leggere gli aggiornamenti di facebook, piuttosto che la nostra libertà. Forse è questo il motivo per cui nessuno si accorge che giorno per giorno, ci stanno rosicchiando un pezzettino di libertà.

Non parlo di te che stai leggendo ma di tutti quelli che non leggono ovviamente. Ricordo che mio padre diceva che gli uomini più potenti del mondo sono tre: il Papa, il Re e chi non ha niente.

Considerato che il Re non è più visibile, diventare Papa non sempre è possibile, abbiamo un’unica soluzione per ritornare una potente umanità. Ma per non avere niente, non bisogna avere paura di non avere niente: è questo il nostro limite?

“L’ora è confusa e noi come perduti la viviamo” (Pasolini)

Giuseppina Bruno

Basta acqua tiepida

Spesso mi trovo a riflettere sulla libertà perchè mi sembra che non ce ne sia più tanta. Considerato che posso scrivere gratuitamente in uno spazio gratuito, non dovrei pensare questo, ma poi capitano delle cose, situazioni, fatti che mi fanno ricredere.

La libertà è di poter essere e fare quello che sentiamo (nei limiti di un’etica e di una moralità): una meta difficile da conquistare. Oggi viviamo un paradosso complesso che ci ha condizionato al punto da farci divenire prigionieri di noi stessi nel timore di esprimere il nostro pensiero reale per un quieto vivere fatto di sommosse interiori e di bisbigliate critiche accorate. Sviluppiamo quindi una modalità stand by di pensieri e di opinioni che alla fine diventano la nostra vera identità.

Ho sempre temuto i social perchè mi ricordano la folla di Erode che, a discapito delle previsioni, aveva salvato Barabba. Anche allora gli exit poll non erano precisi oppure anche allora erano manipolati? Finchè non troveremo la forza di uscire dall’acqua tiepida per accorgerci che era una insipida brodaglia, come potremmo assaporare i venti freschi e puliti del cambiamento?

“Il libero pensiero ce l’abbiamo. Adesso ci vorrebbe il pensiero.” (*)

Giuseppina Bruno

(*) Karl Kraus (giornalista, saggista austriaco 1874-1936)