A sé stesso

Marco sembra riprendere le posizioni storiche della sua epoca, con un accento sul senso di impotenza dell’Uomo di fronte agli Dei e sulla superficialità delle rappresentazioni umane. Da filoso e sapiente sembra adeguarsi alle ragioni supreme che governano il mondo, pur tendendo in questo suo scritto di fuggire dal mondo e dalla materialità della vita. Di fronte al “non senso” del mondo e delle sue realtà caduche, l’unica via che rimane al saggio è il ripiego su sé stessi che dà significato alla propria esistenza individuale.

Un libro classico ma sempre attuale. Ascoltiamo le pagine scelte da Rosita.