Buona giornata blogger

Ha ancora senso oggi avere un blog?

Il blog è una sorta di diario. Quando sono nati, la maggior parte dei blogger scriveva per passione, per comunicare. I social erano per lo più assenti e non c’era l’afflusso di notizie che c’è oggi.

Poi sono arrivati gli influencer, i famosi e i social hanno intensificato utenti. Non parliamo di altri subdoli meccanismi che hanno incasinato ricerca e diffusione dei contenuti.

Dovremmo quindi immaginare che non ha più senso se il nostro obiettivo è quello sopra esposto ma in un sistema sempre più stringente verso la libertà di espressione e quindi la diversità di opinioni, il blog rappresenta l’ultimo baluardo per le voci comuni.

Grazie a tutti gli amici blogger che proseguono con coraggio e determinazione questa strada.

Giuseppina Bruno

Aggregatori umani

Cara Radio Sangano.

Chiusi in casa dovremmo riflettere più facilmente eppure al lavoro godo di maggiore concentrazione. L’obbligo di non essere inter-connesso con tutti quegli amici che possiedo nei miei social, mi permette di liberare la mente.

In questi giorni a casa mi sono stressato. Centomila lezioni on line, letture, ascolti, partecipazione a brindisi virtuali, video chiamate insistenti anche mentre sei seduto sul “trono”, chiamate da persone che non sentivi da anni (un motivo c’è) e che ora improvvisamente devono inserirti in tutto il loro attivismo on line, centinaia di messaggi di cazzate, cuori, link, ti voglio bene, barzellette, opinioni e cento miliardi di cose interessanti che non ti devi perdere. Perchè questo bisogno di continuare a fare virtualmente qualcosa che facevamo fisicamente? Per voi è normale?

Per questo ho deciso di staccare il cellulare. Mi è sembrato il modo più facile per offrire a questo tempo forzato una giusta dose di spazio. Non ho bisogno delle vostre catene, di quelle foto con le scritte che girate a tutti per dire “ci sono”.  Siamo diventati condivisioni umane di niente, di aforismi sbagliati che restano là come belle bandiere prima di essere sostituite da una frasetta nuova. Clicca qua e clicca là. Condividi, leggi il titolo e cerca altro. Basta. Mi avete rotto, non vi sopporto più.

Voglio il mio spazio, guardare alla finestra per perdermi in quel tempo rallentato che mi serve perchè voglio riflettere, respirare profondamente e farmi le mie idee. Non ho bisogno del vostro aggregatore. Mi basta il mio.

Ultima riflessione. Ho letto qui e là che questa esperienza migliorerà le persone. Fatevi un giro su internet, sui vostri amati social e cambiate qualcosa se volete che il vostro mantra funzioni.

Buona fortuna.

A.

 

La fine di un sogno, l’inizio della pazzia

Ci sono momenti che restano nella memoria, racconteremo questo ai nostri figli.

Un tempo pensavamo che si potesse cambiare il mondo, che ci fosse una possibilità per ribaltare i poteri forti, l’establishment, che domina sovrana e invisibile. E’ stata una bella pensata non manifestarsi, perchè il popolo ha bisogno di “odiare” un volto, una persona o un personaggio. Come è stato l’odio per il Berlusca, ora quello in cui vogliono indurci per il Capitano. Sono visibili, caratterizzati da peculiarità che non puoi evitare di notare. Dal “bunga bunga” al rosario, un eccesso che fa riflettere. Dai in pasto al popolo una vittima e poi lancia il tuo esercito della salvezza (crea il problema e offri una soluzione, distruggendo chi ti intralcia). In passato questo piano ha sempre funzionato ma poi qualcosa è cambiato e oltre gli incubi, qualcuno ha iniziato a sognare. Quando sono nati i grillini molti hanno creduto più che sperato, un atto di fede che gli eretici hanno combattuto subito, prima ignorando poi corrompendo. Oggi, possiamo dire con certezza che quel sogno è finito e non sarà possibile risorgere perchè ci sono peccati che ti fanno crescere e ti danno esperienza e profondità, altri ti corrompono deturpando la tua essenza, la manifestazione di chi sei. La schizofrenia o il bipolarismo con cui si sono espressi in troppo poco tempo, dimostra che il governo non è affatto del popolo. Troppo caos, velocità, immediatezza fatta per confondere, mescolare, amalgamare ma se la ricetta non è buona il cibo è indigesto. Ci sono ancora sognatori? Non lo sappiamo, perchè immagino che chi stia sognando oggi pensa a difendere quel sogno tenendoselo per sé, non condividendolo per paura di vederselo portare via da abili voleur. 

Che fretta c’era? Mi viene in mente la canzone della Goggi che rispondeva “maledetta primavera”, poi, per pazzia, preferisco canticchiare “sarà quel che sarà”.

Quasimodo

 

Polenta e salsiccia

L’altra sera, parlando con un mio caro amico, abbiamo considerato quanto sia difficile portare avanti la cultura con la collaborazione di amministrazioni sempre più votate alla “polenta e salsiccia” o al classico di tutti i tempi: “loda e imbroda”.

Purtroppo la distanza tra le persone e l’organizzazione sociale che non è più politica e non saprei come altro definirla, è diventata sempre più ampia. Forse per le numerose leggi e leggine che regolamentano tutto al punto che non esistono più regole. Forse per la scarsa disponibilità all’ascolto e alla falsa percezione che “sono tutti come te”, quindi pensi di sapere esattamente cosa vogliono (gli altri).

Vorrei poter fare della facile ironia scherzosa come fanno certi giullari di corte applauditi dalla corte stessa. In realtà invoco il mio quinto potere e mi appello al buon senso ancora presente, per ridestare animi sopiti seppur vivi di libertà, di espressione, di consistenza.

Sogno o son desto?

Come diceva mia nonna, “I sogni se sono belli puoi anche raccontarli. Diversamente, dimenticali”. Il problema vero è smettere di sognare.

Giuseppina Bruno