La fine di un sogno, l’inizio della pazzia

Ci sono momenti che restano nella memoria, racconteremo questo ai nostri figli.

Un tempo pensavamo che si potesse cambiare il mondo, che ci fosse una possibilità per ribaltare i poteri forti, l’establishment, che domina sovrana e invisibile. E’ stata una bella pensata non manifestarsi, perchè il popolo ha bisogno di “odiare” un volto, una persona o un personaggio. Come è stato l’odio per il Berlusca, ora quello in cui vogliono indurci per il Capitano. Sono visibili, caratterizzati da peculiarità che non puoi evitare di notare. Dal “bunga bunga” al rosario, un eccesso che fa riflettere. Dai in pasto al popolo una vittima e poi lancia il tuo esercito della salvezza (crea il problema e offri una soluzione, distruggendo chi ti intralcia). In passato questo piano ha sempre funzionato ma poi qualcosa è cambiato e oltre gli incubi, qualcuno ha iniziato a sognare. Quando sono nati i grillini molti hanno creduto più che sperato, un atto di fede che gli eretici hanno combattuto subito, prima ignorando poi corrompendo. Oggi, possiamo dire con certezza che quel sogno è finito e non sarà possibile risorgere perchè ci sono peccati che ti fanno crescere e ti danno esperienza e profondità, altri ti corrompono deturpando la tua essenza, la manifestazione di chi sei. La schizofrenia o il bipolarismo con cui si sono espressi in troppo poco tempo, dimostra che il governo non è affatto del popolo. Troppo caos, velocità, immediatezza fatta per confondere, mescolare, amalgamare ma se la ricetta non è buona il cibo è indigesto. Ci sono ancora sognatori? Non lo sappiamo, perchè immagino che chi stia sognando oggi pensa a difendere quel sogno tenendoselo per sé, non condividendolo per paura di vederselo portare via da abili voleur. 

Che fretta c’era? Mi viene in mente la canzone della Goggi che rispondeva “maledetta primavera”, poi, per pazzia, preferisco canticchiare “sarà quel che sarà”.

Quasimodo

 

Divagazioni temporali

Siamo nell’attesa di quello che è diventato il normale trend politico italiano. Una continua delusione che allontana sempre più le forze giovanili (non i giovani) dalla politica vissuta con impegno e passione, sempre più orientata verso un complottismo che è il vero padrone. Ieri ascoltavo la critica del giornalista Rampini che lamentava in italia una mancanza totale di fair play politico verso un dissenso troppo elevato. Questo non mi sembra che sia un comportamento solo della nostra classe politica e tuttavia è anche vero che il giornalismo in Italia (e nel mondo) è totalmente servile a una forma di manipolazione atta a creare il problema per fornire una soluzione.

E se fosse stata una buona messa in scena per riportarci sulla vecchia strada? Ho come il sospetto che tutti siano in accordo da questo punto di vista e chi grida “al lupo, al lupo” lo faccia solo per salvarsi la faccia perchè in fondo sembra che alcune scelte siano inevitabili perchè fortemente volute da quelli che oggi si nascondono dietro l’ establishment. Tuttavia l’aspetto più allarmante che oggi voglio descrivere, è la totale discontinuità in quel movimento che non ha mai voluto chiamarsi partito ma che da lo è a pieni voti, viste le ultime evoluzioni. Proprio su questo punto: forse non tutti sanno che nel 2017 il movimento cinque stelle ha subito un golpe bianco denunciato in questi giorni dall’attivista Shanti Di Lieto che ci racconta qualcosa che è stato totalmente ignorato dal giornalismo di potere. A dicembre 2017 è stato creato un nuovo soggetto politico “il blog delle stelle” che ha assunto lo stesso nome del Movimento 5 stelle pur essendo totalmente differente come valori e fondamentali. Questa notizia è confermata da atti che potrete trovare in rete (qui), in ogni caso ne abbiamo una copia del documento conservata nei nostri archivi. Ve ne consigliamo la lettura per comprendere come questo atto di forza e di prevaricazione, abbia portato alla cessione della sovranità di un movimento nato come Vox Populi. Tutto questo conferma un modo di agire che è sempre più contro le persone.

Quando è stata la prima volta che ce ne siamo accorti? Quando abbiamo sentito la prima volta la puzza di bruciato? Bene, quel momento è incredibilmente importante nella vita di ciascun individuo perchè determina una rottura, un blitz, un corto circuito che porta alla disconnessione con quella globale verità che viene raccontata accuratamente e ripetutamente ogni giorno. Siamo rimasti pochi a voler perseguire con una certa determinazione la ricerca e il racconto di una realtà che ogni tanto appare come un miraggio nel deserto. Faticoso ma gratificante. Ringrazio questo canale per avermi dato questa possibilità e spero di poter essere di aiuto alla rottura di scatole, al cambio di vedute, all’innesco del dubbio che porta al ragionamento, una modalità sempre meno utilizzata.

Quasimodo

Quando a muoverti è la paura

Agire per paura non è mai produttivo di benessere tuo o degli altri. La paura puoi analizzarla sotto tanti punti di vista ma l’aspetto fondamentale è che riguarda qualcosa che per te è importante. Riflettere su questo aiuta a capire come mai siamo più terrorizzati di perdere la capacità di leggere gli aggiornamenti di facebook, piuttosto che la nostra libertà. Forse è questo il motivo per cui nessuno si accorge che giorno per giorno, ci stanno rosicchiando un pezzettino di libertà.

Non parlo di te che stai leggendo ma di tutti quelli che non leggono ovviamente. Ricordo che mio padre diceva che gli uomini più potenti del mondo sono tre: il Papa, il Re e chi non ha niente.

Considerato che il Re non è più visibile, diventare Papa non sempre è possibile, abbiamo un’unica soluzione per ritornare una potente umanità. Ma per non avere niente, non bisogna avere paura di non avere niente: è questo il nostro limite?

“L’ora è confusa e noi come perduti la viviamo” (Pasolini)

Giuseppina Bruno

Lo smacchiatore

„Non credere all’opinione pubblica. L’opinione pubblica è una menzogna continua, i giornali un pasticcio, la moda una cosa tremenda.“ (C. Carretto)

In questi giorni stiamo assistendo a una parodia di quello che siamo diventati: fragili esseri non capenti più che non pensanti. Perchè in fondo pensiamo tutti troppo, immensamente. Il problema è capire il pensiero che abbiamo, spesso non nostro, che ci hanno inserito nella testa a furia di ripeterlo, ripeterlo, ripeterlo…

Guardando i vari politici parlare, mi è venuto in mente lo “smacchiatore” che la donna gatta nel film il Cavaliere Oscuro- il ritorno, cercava di rubare per cancellare il suo passato. A volte la realtà supera la fantasia dei film hollywoodiani così immagino che l’abbiano effettivamente messo in commercio. Diversamente non mi spiegherei come facciano a ritornare con tanta nonchalance individui che hanno già dato il loro meglio per distruggere il nostro Paese.

Lo smacchiatore è la vera risposta a tutto, presto nelle migliori tabaccherie.

Giuseppina Bruno

Una poltrona per due?

Durante il primo Consiglio Comunale di Bruino del nuovo mandato di C. Riccardo, il consigliere di maggioranza R. Actis ha rinunciato agli incarichi, leggendo un messaggio molto significativo.

“10 anni fa nasceva l’esperienza di PerBruino 2009, nato all’ombra del “campanile”, gruppo politico al quale appartengo e con il quale penso di aver contribuito al bene della nostra Comunità…Per non trasmettere l’idea dell’essere “attaccato alla poltrona” avevo deciso di mettermi da parte.(…) Sono stato invitato a ricandidarmi, in primis il nostro Sindaco mi ha confermato con forza che c’era bisogno del mio contributo (…)Si arriva alla campagna elettorale, per noi difficile, travagliata, spesso caratterizzata da “fuoco amico”(…) il nostro primo cittadino ha sempre sottolineato che la sua squadra, la giunta, era stata la sua forza, era un gruppo vincente e quindi aveva la dignità di continuare a lavorare! Aveva preso un impegno pubblico! (…) gli interessi dei singoli hanno prevalso sulle tante cose dette, sugli elogi, sulle strette di mano.(…)d’ora in poi opereremo sempre e solo secondo coscienza anteponendo ad ogni nostra scelta politica i nostri valori e non gli interessi di parte.”

Un gesto di correttezza verso i propri elettori che ha suscitato un forte plauso dai sostenitori del gruppo presenti alla serata perchè c’è un urgente bisogno di integrità più che di vittoria. Un’ammissione che fa sperare nella diversità e in quel contrasto utile a raggirare “scelte partitiche”, nel dialogo politico forte della presenza, non silenziato dagli eventuali “interessi di parte”

E’ sempre più netta la divisione tra partiti e politica, nonostante l’impegno e la fiducia con cui ci si mette in gioco, in realtà condividere una poltrona è ancora impossibile.

Giuseppina Bruno