Divagazioni temporali

Siamo nell’attesa di quello che è diventato il normale trend politico italiano. Una continua delusione che allontana sempre più le forze giovanili (non i giovani) dalla politica vissuta con impegno e passione, sempre più orientata verso un complottismo che è il vero padrone. Ieri ascoltavo la critica del giornalista Rampini che lamentava in italia una mancanza totale di fair play politico verso un dissenso troppo elevato. Questo non mi sembra che sia un comportamento solo della nostra classe politica e tuttavia è anche vero che il giornalismo in Italia (e nel mondo) è totalmente servile a una forma di manipolazione atta a creare il problema per fornire una soluzione.

E se fosse stata una buona messa in scena per riportarci sulla vecchia strada? Ho come il sospetto che tutti siano in accordo da questo punto di vista e chi grida “al lupo, al lupo” lo faccia solo per salvarsi la faccia perchè in fondo sembra che alcune scelte siano inevitabili perchè fortemente volute da quelli che oggi si nascondono dietro l’ establishment. Tuttavia l’aspetto più allarmante che oggi voglio descrivere, è la totale discontinuità in quel movimento che non ha mai voluto chiamarsi partito ma che da lo è a pieni voti, viste le ultime evoluzioni. Proprio su questo punto: forse non tutti sanno che nel 2017 il movimento cinque stelle ha subito un golpe bianco denunciato in questi giorni dall’attivista Shanti Di Lieto che ci racconta qualcosa che è stato totalmente ignorato dal giornalismo di potere. A dicembre 2017 è stato creato un nuovo soggetto politico “il blog delle stelle” che ha assunto lo stesso nome del Movimento 5 stelle pur essendo totalmente differente come valori e fondamentali. Questa notizia è confermata da atti che potrete trovare in rete (qui), in ogni caso ne abbiamo una copia del documento conservata nei nostri archivi. Ve ne consigliamo la lettura per comprendere come questo atto di forza e di prevaricazione, abbia portato alla cessione della sovranità di un movimento nato come Vox Populi. Tutto questo conferma un modo di agire che è sempre più contro le persone.

Quando è stata la prima volta che ce ne siamo accorti? Quando abbiamo sentito la prima volta la puzza di bruciato? Bene, quel momento è incredibilmente importante nella vita di ciascun individuo perchè determina una rottura, un blitz, un corto circuito che porta alla disconnessione con quella globale verità che viene raccontata accuratamente e ripetutamente ogni giorno. Siamo rimasti pochi a voler perseguire con una certa determinazione la ricerca e il racconto di una realtà che ogni tanto appare come un miraggio nel deserto. Faticoso ma gratificante. Ringrazio questo canale per avermi dato questa possibilità e spero di poter essere di aiuto alla rottura di scatole, al cambio di vedute, all’innesco del dubbio che porta al ragionamento, una modalità sempre meno utilizzata.

Quasimodo

Lo smacchiatore

„Non credere all’opinione pubblica. L’opinione pubblica è una menzogna continua, i giornali un pasticcio, la moda una cosa tremenda.“ (C. Carretto)

In questi giorni stiamo assistendo a una parodia di quello che siamo diventati: fragili esseri non capenti più che non pensanti. Perchè in fondo pensiamo tutti troppo, immensamente. Il problema è capire il pensiero che abbiamo, spesso non nostro, che ci hanno inserito nella testa a furia di ripeterlo, ripeterlo, ripeterlo…

Guardando i vari politici parlare, mi è venuto in mente lo “smacchiatore” che la donna gatta nel film il Cavaliere Oscuro- il ritorno, cercava di rubare per cancellare il suo passato. A volte la realtà supera la fantasia dei film hollywoodiani così immagino che l’abbiano effettivamente messo in commercio. Diversamente non mi spiegherei come facciano a ritornare con tanta nonchalance individui che hanno già dato il loro meglio per distruggere il nostro Paese.

Lo smacchiatore è la vera risposta a tutto, presto nelle migliori tabaccherie.

Giuseppina Bruno

Una poltrona per due?

Durante il primo Consiglio Comunale di Bruino del nuovo mandato di C. Riccardo, il consigliere di maggioranza R. Actis ha rinunciato agli incarichi, leggendo un messaggio molto significativo.

“10 anni fa nasceva l’esperienza di PerBruino 2009, nato all’ombra del “campanile”, gruppo politico al quale appartengo e con il quale penso di aver contribuito al bene della nostra Comunità…Per non trasmettere l’idea dell’essere “attaccato alla poltrona” avevo deciso di mettermi da parte.(…) Sono stato invitato a ricandidarmi, in primis il nostro Sindaco mi ha confermato con forza che c’era bisogno del mio contributo (…)Si arriva alla campagna elettorale, per noi difficile, travagliata, spesso caratterizzata da “fuoco amico”(…) il nostro primo cittadino ha sempre sottolineato che la sua squadra, la giunta, era stata la sua forza, era un gruppo vincente e quindi aveva la dignità di continuare a lavorare! Aveva preso un impegno pubblico! (…) gli interessi dei singoli hanno prevalso sulle tante cose dette, sugli elogi, sulle strette di mano.(…)d’ora in poi opereremo sempre e solo secondo coscienza anteponendo ad ogni nostra scelta politica i nostri valori e non gli interessi di parte.”

Un gesto di correttezza verso i propri elettori che ha suscitato un forte plauso dai sostenitori del gruppo presenti alla serata perchè c’è un urgente bisogno di integrità più che di vittoria. Un’ammissione che fa sperare nella diversità e in quel contrasto utile a raggirare “scelte partitiche”, nel dialogo politico forte della presenza, non silenziato dagli eventuali “interessi di parte”

E’ sempre più netta la divisione tra partiti e politica, nonostante l’impegno e la fiducia con cui ci si mette in gioco, in realtà condividere una poltrona è ancora impossibile.

Giuseppina Bruno

 

 

Sangano, i candidati

Abbiamo seguito le due serate di presentazione delle liste candidate a Sangano dove risiedono circa 4mila abitanti. I partecipanti erano più o meno gli stessi in entrambe le serate.

I programmi sembrano simili ma avranno centrato i reali bisogni di questo paese?

Biblioteca multimediale, sicurezza della strada per Villarbasse, riqualificazione centro storico, inclusione, progetti per i giovani e tante altre proposte.

In una lista risuona la parola ‘passione’, nell’altra ‘condivisione’.

Entrambi hanno pensato a uno spazio co-working per lanciare start-up giovanili. In un certo modo legare la popolazione giovane a un radicamento sul territorio permette di credere ancora in un futuro possibile, per la continuità su questi territori dove mancano posti di lavoro e reali opportunità.

Progetti che dipendono da una dinamica sociale sempre più globalizzata ma anche multimediale, difficile ma non impossibile.

Sappiamo che i vincitori saranno i Re del “regno di Sangano” perchè chi perde pur essendo nell’opposizione, non può fare granchè.

La speranza è che sappiano andare oltre le logiche del ‘dividi et impera’, collaborando per riportare armonia e coesione nel paese, verso tutti i cittadini.

Al di là dei vincitori vorremmo vedere qualcosa di nuovo negli atteggiamenti, nel comportamento. Un savoir fair che, visti i numerosi amanti dello sport presenti in entrambe le liste, speriamo non mancherà di stupirci.

Giuseppina Bruno

Santini social

In questi giorni sto ricevendo molti santini-social che sicuramente sono eco-sostenibili: nessun albero è stato abbattuto per questa campagna!

Il santino politico prende il nome dal cartoncino rettangolare religioso, diffuso dal 1500, dove si incideva il santo e le preghiere dedicate al culto. Con l’avvento della Repubblica italiana, durante le campagne si diffuse l’uso di fare “santini” politici con la faccia del candidato e le indicazioni del simbolo su cui votare.

Qualche anno fa, alcuni politici in erba hanno puntato sul digitale mentre tutti ridevano. Oggi sono tutti sui social anche se non c’è una vera formazione per questo. Lo svantaggio è che non è così semplice capire: è come leggere cento libri rilegati insieme. Mi viene in mente Cetto, in fondo è difficile evidenziarsi se non si estremizza.

Non mi è mai piaciuto facebook, al di là dell’uso che se ne fa, ma siamo in un certo modo costretti a conviverci anche quando non siamo registrati. Un po’ come si fa con l’inquinamento: ne produci un po’ anche se non lo vuoi e non lo vorresti.

E’ quel pò che alla fine ti avvelena e ti fa perdere il buon senso, la giusta misura, la praticità di capire che non sei su un palco ma a una finestra e quello che scrivi resta a identificare chi sei, tanto o poco, determinato o indeterminato. Resta là anche se qualcuno non l’ha (ancora) visto e ti seguirà ovunque andrai.

Si chiama responsabilità ma è soprattutto consapevolezza.

“Può darsi che non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non fate nulla per cambiarla.”  (Martin Luther King)

Giuseppina Bruno