Quale memoria?

Ogni anno il 27 di gennaio guardo il teatrino della memoria con una certa riluttanza. Non nego che ci sia stata sofferenza e anch’io sono rimasto turbato e invaghito dai racconti ma poi, sono cresciuto. Ho voluto approfondire gli argomenti, le notizie, le letture, cercando, come mi ha insegnato il mio percorso professionale, la verità. La storia spesso mente ma l’impalcatura di una menzogna è comunque un fatto fragile che prima o poi, svela la sua mancata consistenza.

Gli uomini non hanno memoria, questo è un dato di fatto. I genocidi continuano indisturbati in varie parti del mondo con una sfacciataggine che è disarmante. Forse perchè i giornali non ne parlano abbastanza o forse non si tratta di uomini interessanti, questo parrebbe.

Invito i lettori che arrivano sulle sponde di questo confine a riflettere ampiamente e non condividere tanto per essere nel gruppo dell’argomento del giorno, annuendo come quei giochini con la molla che si mettono sul cruscotto dell’auto. Ogni tanto rispolverate briciole di intelletto e ribellatevi a questo mare calmo di idiozie.

Buona lettura di quanto segue.

Quasimodo

Ecco gli altri GENOCIDI DEL XX SECOLO
Fonte http://www.novaramissio.it/Pasqua00/Martiri/Genocidi.html

1. GENOCIDIO DEL POPOLO ARMENO

I “Giovani Turchi” (ufficiali nazionalisti dell’Impero ottomano) ordinarono tra il 1915 e il 1923 vasti massacri contro la popolazione armena cristiana. Le successive deportazioni di massa porteranno il numero delle vittime a un milione e mezzo circa.

2. GENOCIDIO DEI POPOLI DELLA CINA

Nell’anno 1900, la rivolta dei “Boxer” causò oltre 30 mila morti, in gran parte cristiani. E sono almeno 48 milioni i cinesi caduti sotto il regime di Mao tra il “Grande salto in avanti”, le purghe, la rivoluzione culturale e i campi di lavoro forzato, dal 1949 al 1975.

3. GENOCIDIO DEI POPOLI DELLA RUSSIA

Non meno di 20 milioni i russi eliminati durante gli anni del terrore comunista di Stalin (1924/1953). Esecuzioni di controrivoluzionari e di prigionieri, vittime del gulag o della fame.

4. GENOCIDIO DEL POPOLO EBRAICO

Con l’avvento del nazismo di Hitler in Germania (1933/1945) viene avviato lo sterminio del popolo ebraico in Europa; le vittime di questo immane olocausto sono calcolate in oltre 6 milioni di persone, la gran parte di loro morta nei campi di sterminio.

5. GENOCIDIO DEI POPOLI DELL’INDONESIA

Nel periodo 1965/67, quasi un milione di comunisti indonesiani sono stati deliberatamente eliminati dalle forze governative indonesiane, mentre tra il 1974 e il 1999 sono stati eliminate da gruppi paramilitari filo-indonesiani 250 mila persone della popolazione di Timor-Est.

6. GENOCIDIO DEL POPOLO CAMBOGIANO

Un milione di cambogiani sono morti in soli quattro anni, tra il 1975 e il 1979, sotto il regime di terrore instaurato dai Khmer rossi di Pol Pot.

7. GENOCIDIO DEL POPOLO SUDANESE

Si stima che un milione e novecentomila cristiani e animisti siano morti a causa del blocco imposto dal governo di Khartum all’arrivo degli aiuti umanitari destinati al Sudan meridionale.

8. GENOCIDIO DEI POPOLI DEL RWANDA E DEL BURUNDI

Dal 94 ad oggi, 800 mila civili ruandesi sono stati massacrati nel conflitto scoppiato tra hutu e tutsi; un’analoga cifra è stimata per le vittime del vicino Burundi.

9. GENOCIDIO DEI POPOLI DELL’AMERICA LATINA

Dalla Rivoluzione messicana, ai “desaparecidos” delle dittature militari degli ultimi decenni del XX secolo, sono oltre un milione le vittime innocenti della violenza di Stato dei regimi sudamericani.

Inoltre solo in Amazzonia si calcola che quasi 800 mila indios sono morti in un secolo, per le angherie e i soprusi subiti.

10. GENOCIDIO DEL POPOLO IRACHENO

Un organismo dell’ONU ha stimato nel 1998 in un milione di morti, tra cui 560 mila bambini, gli iracheni morti a causa dell’embargo internazionale e della politica di Saddam Hussein.

Non si hanno a tutt’oggi cifre sicure sulle vittime dei genocidi e delle “pulizie etniche” compiute nella ex-Yugoslavia, in Liberia, Sierra Leone, Angola, Congo, Libano, Corea del Nord, Sri Lanka, Haiti, Tibet … e l’elenco purtroppo si allunga ogni anno di più!

La nuova censura fa bene

Prendiamo spunto da un interessante articolo pubblicato su RT che traduciamo in parte per i nostri lettori (fonte dell’articolo).
La censura è uno strumento di controllo forte, che intende guidare le persone verso il pensiero unico, dominante, accreditato dal potere centrale. Telegram spaventa Big tech, qualcosa è sfuggito di mano agli inquisitori, speravano che le persone si adeguassero ai nuovi recinti senza fiatare, vittime drogate di un sistema social che li ha condizionati per anni. Cosa ne è stato della cara vecchia buona regola comunicativa? Io parlo, tu ascolti e insieme comunichiamo?
Troppo impegnati a lanciare messaggi giornalieri di buongiorno e buonanotte, sfoghi likezzati dalla tua combriccola amica che poi ti critica appena giri le spalle, bullizzati se diversi cioè ***normali*** perchè oggi è la normalità ad essere la diversità (ci avevi mai pensato?).
Questa censura è l’occasione per scavalcare questi recinti e uscire fuori, quindi, fa bene.

Quasimodo

La Coalition for a Safer Web, un’organizzazione no-profit fondata da un ex ambasciatore statunitense, ha citato in giudizio Apple, chiedendole di eliminare Telegram dal suo store, sostenendo che l’app viene utilizzata per “incitare alla violenza estrema” prima dell’inaugurazione. La denuncia, presentata domenica alla Corte distrettuale degli Stati Uniti per la California settentrionale, accusa Telegram di consentire agli antisemiti, ai suprematisti bianchi e ad altri estremisti di prosperare sulla sua piattaforma, con Apple che presumibilmente chiude un occhio sul fatto.
“Telegram attualmente funge da canale di comunicazione nazionalista neo-nazista / bianco preferito, alimentando l’incitamento all’antisemita e ai neri durante l’attuale ondata di proteste in tutta l’America”, sostiene la causa. Afferma che l’app di messaggistica incentrata sulla privacy è pronta a diventare un terreno fertile ancora più grande per i contenuti estremisti poiché gli utenti “migrano su Telegram” dopo la repressione di Big Tech su Parler, che è stata avviata dagli store Apple e Google per fornire una piattaforma per alcuni professionisti – Sostenitori di Trump che hanno preso d’assalto il Campidoglio degli Stati Uniti.
La causa ipotizza che se Apple non riesce a rimuovere l’app, potrebbe dar luogo a violenza di strada, sostenendo che Telegram “è attualmente utilizzato per coordinare e incitare alla violenza estrema prima dell’inaugurazione del presidente [-eletto] Joe Biden”.
Sostenendo che Apple dovrebbe bandire Telegram dal suo negozio senza indugio, la causa si basa sul caso di Parler come precedente, osservando: “Apple non ha intrapreso alcuna azione contro Telegram paragonabile all’azione che ha intrapreso contro Parler per costringere Telegram a migliorare le sue politiche di moderazione dei contenuti . “
L’organizzazione no profit ha dichiarato domenica al Washington Post che prevede di avviare una causa simile contro Google.
Telegram ha visto una crescita esplosiva nella sua base di utenti dopo che piattaforme di social media consolidate, come Twitter, Facebook e YouTube, hanno bloccato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e lanciato un giro di vite sui suoi sostenitori. 
La piattaforma di messaggistica, orgogliosa della sua crittografia end-to-end per i messaggi, ha segnalato oltre 500 milioni di utenti mensili nella prima settimana di gennaio, con il CEO Pavel Durov che ha affermato di aver aggiunto 25 milioni di nuovi utenti in sole 72 ore. Tuttavia, mentre una parte dei nuovi arrivati potrebbe essere stata effettivamente conservatrice in fuga dall’epurazione ad ampio raggio dei social media, Durov ha affermato che quasi due nuovi clienti su cinque provenivano dall’Asia, il 27% dall’Europa e il 21% dall’America Latina.