Radio Sangano è con i lavoratori

In questi mesi abbiamo sostenuto la libera informazione nonostante la censura della “fabbrica delle menzogne” dei social.

Oggi vogliamo manifestare il nostro sostegno ai lavoratori e alle aziende che hanno aderito insieme a Trieste, Genova, Ancona e a tutti gli italiani (vaccinati o non vaccinati) che protestano contro questo atto intimidatorio e di grave attacco alla democrazia del nostro paese.

Grazie a tutti gli uomini liberi che non hanno smesso di esserlo.

Radio Sangano

Libero accesso

Negli ultimi anni abbiamo stra-parlato di inclusione eppure, a ben vedere, praticamente se ne fa poca. Ma noi di Radio Sangano crediamo in questo valore e l’abbiamo portato sempre avanti attraverso le nostre storie, i nostri interventi, la nostra passione.

Per questo Vi consigliamo un sito da far crescere nella partecipazione attiva e dove troverete aziende che sostengono i valori fondamentali della libertà.

animap.it

Partecipa con la tua energia a questo cambiamento epocale, sostieni i valori fondamentali degli individui e della società.

Radio Sangano

Il senso dell’informare

In questi ultimi giorni mi sembra di guardare un film apocalittico. Rincorriamo la nostra futile rincorsa alla normalità mentre è sempre più evidente che tutto è cambiato. La nostra libertà di pensiero e di comunicare è stata sostituita da un esercito di autodidatti creatori di aforismi che insieme a evidenti errori grammaticali, ti lasciano quel senso di disgusto come una cattiva medicina presa solo per dare ragione al medico, non per il tuo malessere.

Restano i servi dell’informazione del potere, i finti amici del popolo, i paladini di popoli eletti, scelti da un dio accreditato a cui prostrarsi per mostrare la propria fedeltà, mentre altri popoli vengono massacrati perchè le fonti non li citano e siamo abituati a pensare che debbano morire, è normale, chi se ne frega.

Abbiamo usato sistemi e mezzi che ci hanno imbrigliato voci e pensieri, ora ce ne stiamo comodi a guardare lo sbriciolamento della nostra libertà. Abbiamo la paghetta per uno snack, ci distraiamo con le fesserie, va bene così.

Negli ultimi mesi abbiamo condotto un esperimento sociale condividendo sui social diverse notizie, di varie fonti e genere. Risultati:

  • la maggior parte degli utenti non apre i link anche se condivide o approva (like) perchè a molti basta leggere il titolo. Si tratta di persone molto intelligenti o molto sprovvedute.
  • la maggior parte degli articoli di informazione main stream  rispetto agli articoli indipendenti, avevano circa il triplo di visualizzazioni. Approfondendo con alcuni utenti scelti a campione abbiamo appurato che questo dipende dai social stessi che bloccano la visualizzazione di alcuni contenuti ritenuti non idonei.
  • pochissimi utenti si riferiscono alla pagina social (in questo caso la nostra) e molti si adattano al flusso che gli propone il social stesso.

Con questo risultato ci rendiamo conto che il compromesso di partecipare con i nostri contenuti creativi deve riportare ordine nel contenuto e non nella forma di trasmissione. Se la montagna è andata per molto tempo da Maometto, ora è tempo che lo stesso comprenda che è arrivato il tempo di viaggiare.

Quasimodo

 

 

 

Libertà di stampa (addio?)

Quando nasce il “complottismo”? Quando non puoi dire qualcosa di diverso da quello che viene assunta come “verità ufficiale” perchè è scomodo ad alcuni per il bene di quegli stessi. In fondo i molti non sono mai stati considerati nella storia del mondo.

In questi giorni circola uno spot dove si celebra la vera informazione, dei veri giornalisti. Contemporaneamente il Governo ha istituto una task force sulle fake news, qualcosa che fino a qualche anno fa avremmo pensato di leggere solo nei romanzi fantapolitici. No, è tutto vero.

Secondo l’Associazione Reporters sans Frontiers, la più grande associazione internazionale in difesa dei giornalisti di tutti il mondo, l’Italia è al 41esimo posto della classifica mondiale della libera stampa. Sempre secondo le fonti, siamo saliti di due posti per la presenza di giornalisti sotto scorta.

Vogliamo ricordare in questa giornata Giulietto Chiesa, grande giornalista, un combattente per i diritti, per la verità, uno dei pochi giornalisti che in Italia ci ha raccontato la verità sul caso di Assange.

Riflettere oggi, nella giornata dedicata alla libertà di stampa, su questi dati, sulla persecuzione verso le voci dissenzienti, è fondamentale per la salvaguardia di uno dei diritti fondamentali, sancito dalla nostra Costituzione.

Art. 21 Costituzione Italiana

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

Forse la manifestazione non rientra più nei propri diritti. Lotteremo per farlo? Gli italiani, diceva Montanelli, non hanno coscienza di essere un Paese: sono un popolo meraviglioso di individualisti. Forse ci basta il pensiero.

Quasimodo

Buona giornata blogger

Ha ancora senso oggi avere un blog?

Il blog è una sorta di diario. Quando sono nati, la maggior parte dei blogger scriveva per passione, per comunicare. I social erano per lo più assenti e non c’era l’afflusso di notizie che c’è oggi.

Poi sono arrivati gli influencer, i famosi e i social hanno intensificato utenti. Non parliamo di altri subdoli meccanismi che hanno incasinato ricerca e diffusione dei contenuti.

Dovremmo quindi immaginare che non ha più senso se il nostro obiettivo è quello sopra esposto ma in un sistema sempre più stringente verso la libertà di espressione e quindi la diversità di opinioni, il blog rappresenta l’ultimo baluardo per le voci comuni.

Grazie a tutti gli amici blogger che proseguono con coraggio e determinazione questa strada.

Giuseppina Bruno